Roma 2021: ultima settimana comizi, è caccia agli indecisi

In vista delle amministrative per il Campidoglio del 3 e 4 ottobre.

E’ iniziata l’ultima settimana di campagna elettorale in vista delle amministrative per il Campidoglio del 3 e 4 ottobre.

I quattro candidati principali – Virginia Raggi, Carlo Calenda, Roberto Gualtieri ed Enrico Michetti – si preparano alle manifestazioni di chiusura in programma venerdi’ prossimo puntando soprattutto al voto degli indecisi nelle periferie. Buona parte delle rilevazioni in possesso dei candidati, infatti, parla di una percentuale di indecisi davvero ampia, anche fino al 40%. Un tasso altissimo, che potrebbe rafforzare il partito dell’astensione oppure spostare alcuni equilibri elettorali. Enrico Michetti, grazie al traino del voto di lista per FdI e Lega, sembra destinato alla prima piazza dopo il primo turno. Ma nella coalizione di centrodestra, a quanto filtra, serpeggia il malumore per come finora ha condotto la campagna elettorale. L’avvocato, candidato di estrazione civica, per adesso non ha brillato con proposte di impatto, identitarie.

Si e’ parlato di lui soprattutto per le frequenti citazioni sull’antica Roma e per le assenze a quasi tutti i confronti con i rivali, che lo hanno sfottuto in continuazione: “Scappa”, “Chiamiamo chi l’ha visto”. Di fatto lo sprint finale della sua campagna lo ha preso in carico Giorgia Meloni, che gira per i quartieri di Roma, anche senza il candidato, chiedendo di fidarsi della sua scelta in favore del ‘tribuno’ radiofonico.

Poche le presenze di Matteo Salvini nelle ultime settimane a fianco del candidato, anche per via del fermento in atto all’interno della Lega, ancora meno quelle degli esponenti di Forza Italia.

Roberto Gualtieri punta al ballottaggio, le rilevazioni lo vedono in seconda piazza, per poi chiedere il sostegno contro le destre anche a tutti quegli elettori che al primo turno sceglieranno Virginia Raggi e Carlo Calenda. L’ex ministro dell’Economia ha gia’ annunciato che non fara’ apparentamenti in vista del ballottaggio. Anche se a Roma il dialogo tra Pd ed M5s e’ al lumicino, tanto da aver impedito una candidatura comune come invece avvenuto a Napoli, Bologna e in Calabria. Potrebbe giocare a suo favore il fatto di aver fatto parte del secondo governo di Giuseppe Conte, nuovo leader 5 stelle.

Da alcuni giorni, alcune voci ipotizzano anche che il seggio alla Camera del centro storico che Gualtieri lascerebbe libero in caso di vittoria, potrebbe andare ad appannaggio dell’ex premier. Uno scenario che pero’ oggi Conte ha smentito seccamente. Il professore venerdi’ prossimo chiudera’ la sua campagna a San Basilio, quartiere difficile di periferia, finito al centro della narrazione della campagna elettorale. Finora Letta si e’ visto poco, impegnato nella sua corsa per le suppletive a Siena, sono stati ospiti di alcuni eventi Paolo Gentiloni, David Sassoli e una serie di sindaci di grandi capitali europee. Crede nella rimonta invece Virginia Raggi, che da giorni parla di “sorpasso” nelle rilevazioni rispetto a Gualtieri e Calenda e dice di puntare Michetti.

La sindaca uscente del M5s gira a citta’ in camper. Ha rinsaldato i rapporti con Conte, che si e’ speso piu’ volte al suo fianco chiedendo ai romani la sua riconferma ma senza mai attaccare gli avversari. E ha visto l’ex pentastellato Alessandro Di Battista spesso al suo fianco, sara’ con lei anche nei prossimi giorni, a sostegno della civica ecologista che accompagna la candidatura. Il Dibba pero’ ha assicurato di non puntare a ruoli in un eventuale giunta bis della Raggi. Nel Movimento si registra qualche malumore, a quanto filtra, per il modo in cui e’ stata condotta la campagna della sindaca, secondo alcuni sbilanciata nella critica a sinistra senza valutare che servirebbe un canale di dialogo con quel lato dello schieramento in caso di ballottaggio.

Carlo Calenda invece prosegue il suo lungo tour elettorale, che dura da quasi un anno. Il leader di Azione alterna incontri sui territori con iniziative piu’ pop, come quella con il vignettista delle frasi di Osho’.

L’ex ministro dello Sviluppo Economico, che chiudera’ la sua campagna a piazza del Popolo, punta ad erodere consensi al centrosinistra in centro e al centrodestra nelle periferie. Se ci riuscisse potrebbe sovvertire alcune gerarchie nel voto. Calenda pero’ sconta l’assenza di leader nazionali al suo fianco o di candidati in lista particolarmente noti in citta’ e si ritrova a fare una corsa piu’ ‘solitaria’ rispetto ai rivali. Anche lui ha chiarito che, in caso non arrivasse al ballottaggio – le rilevazioni lo vedono terzo o quarto – non farebbe apparentamenti ne’ darebbe indicazioni di voto. Ha spiegato pero’ che esprimera’ la sua preferenza nel caso la sua corsa si fermasse al primo turno.

 

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