Roma 2021: Verdone, Gualtieri? Con squadra forte abbatta burocrazia

Alla Festa di Roma il regista di Vita di Carlo parla del sindaco della Capitale

“Gualtieri non lo conosco, staremo a vedere. Credo che la cosa principale per un sindaco sia quella di circondarsi di una squadra molto forte, rapida, determinata e onesta. Spero avra’ questa fortuna, e soprattutto che abbatta tutte le barriere burocratiche di questa citta’ perche’ questa citta’ e’ fregata dalla burocrazia”. Lo ha detto l’attore e regista Carlo Verdone nell’incontro con i giornalisti alla Festa del cinema di Roma, dove e’ stato proiettato in anteprima la sua prima serie tv ‘Vita da Carlo’, commentando l’elezione del sindaco Roberto Gualtieri.

“Dovevo girare una scena al Gianicolo – ha raccontato – e chiesi alla Raggi l’autorizzazione per togliere le strutture intorno alla statua di Garibaldi, mi rispose che c’erano tre sovrintendenze da consultare. Ma e’ possibile? Il fulmine che ha colpito la statua di Garibaldi l’ha colpita sei anni fa. Perche’ dobbiamo sempre fare questa brutta figura con i turisti?”.

Quindi, ha proseguito, per Roma “serve la manutenzione, e poi pensare alle periferie e ai trasporti, alle attivita’ ricreative per bambini e anziani. Scusate se mi dilungo, vi sto annoiando – ha concluso – ma amo troppo la mia citta’”.

Alla domanda su quali siano per lui le priorità a Roma, Verdone ha risposto: “La città deve ripartire con la manutenzione, dalle periferie che sono in uno stato disastroso, devono essere aperte attività ricreative per giovani e anziani”. L’attore e reoista romano ha dato anche un parere sul progetto, poi in realtà smentito dal neosindaco, di aumentare le strisce blu: “Non so cosa rispondere, ci dà sempre fastidio spendere qualche soldo in più, ma soprattutto capiamo dove finirebbero quei soldi in più?”.

Nel corso della conferenza stampa di “Vita da Carlo” Verdone ha anche confessato che in passato gli è stato chiesto di candidarsi come sindaco: “Me lo chiesero anni fa, c’erano dei sondaggi spaventosi, ci ho pensato al massimo 30 minuti, poi ho detto: nella vita so fare un solo lavoro, se mi togliete il cinema e la scrittura… Ci vuole preparazione per fare quel lavoro”; poi, sollecitato, ha confessato: “Mi davano al 70%”.

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