Roma: a Rocca di Papa cade giunta Cimino, 10 consiglieri firmano sfiducia

La ormai ex sindaca: continuerò a combattere da cittadina

A Rocca di Papa, in provincia di Roma, è caduta la giunta della sindaca Veronica Cimino. All’apertura dell’ufficio protocollo del Comune sono state consegnate prima le dimissioni dell’assessore Francesco De Santis e a seguire le dimissioni in blocco – dopo la sfiducia firmata ieri dinanzi al notaio – di 10 consiglieri comunali: i 6 della minoranza e 4 consigliere di maggioranza. Sul tavolo delle controversie la regolarizzazione o meno della posizione del Comandante della Polizia Locale, Gabriele Di Bella, considerato da alcuni componenti della giunta e della maggioranza troppo presente nelle decisioni.

La ormai ex sindaca Cimino su Facebook scrive: “Cari cittadini, un’offesa alla vostra intelligenza farvi credere che i consiglieri di maggioranza si dimettono per la conferma o meno di un dipendente pubblico. La pura verità è che nella politica spesso si insinuano le pressioni, la corruzione e le minacce…quelle che ricevo io da troppo tempo anche dall’interno – sostiene la sindaca -. Un mio assessore nell’ultima giunta del 24 novembre, data in cui con la procura siamo rientrati in possesso del belvedere di Monte Cavo, davanti a tutta la giunta ha dichiarato: ‘tanto le antenne non le levate’ – riporta la sindaca -. Ed è proprio questo il tema, questo il motivo per cui le antenne sono rimaste a Monte Cavo tutto questo tempo, perché chi inizia a toglierle viene minacciato, nel mio caso sfiduciata a 3 giorni dalla conferenza pubblica destinata al tema….a tre giorni dal garantire la verità ai cittadini e all’inizio delle attività di bonifica. Vi assicuro che continuerò a combattere da cittadina e darò tutta la mia disponibilità al Commissario Straordinario e alla Procura della Repubblica per continuare questa battaglia, perché possono eliminare il Sindaco ma non la persona, non i valori, non la dignità. Sfiduciare un sindaco che deve realizzare 24 milioni di opere pubbliche già finanziate, di cui 6,3 milioni destinati alle scuole, è un atteggiamento infamante che porta interessi a pochi ed è controproducente per tutta Rocca di Papa”, conclude.

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