Un sistema strutturato per combattere lo spreco alimentare e sostenere le fasce più fragili. È questo l’obiettivo del protocollo siglato tra le Acli di Roma e il Comune, che punta a rafforzare e ampliare le attività di recupero delle eccedenze alimentari.
Negli ultimi sei anni, l’associazione ha già distribuito 7,5 tonnellate di cibo cotto e circa 3 milioni di pasti pronti grazie ai propri progetti solidali. Con il nuovo accordo, sottoscritto insieme agli assessorati capitolini al Turismo e all’Ambiente e con il coinvolgimento di numerose associazioni di categoria, si punta a rendere questa pratica sistematica e sempre più efficiente.
La collaborazione coinvolge, tra gli altri, Unindustria, Confcommercio Roma e Lazio, Federalberghi, Cna e Confesercenti, in un’alleanza tra pubblico, privato e terzo settore che mira a generare benefici diffusi sul territorio.
Accanto all’azione operativa, le Acli rilanciano anche sul piano culturale con la campagna “The art of saving food”, sviluppata insieme a Bbdo Italy. L’iniziativa prevede uno spot televisivo, una campagna social, un podcast e attività educative nelle scuole, con l’obiettivo di promuovere stili di vita sostenibili e un consumo più consapevole.
Il progetto si inserisce in una visione più ampia che lega il contrasto alla povertà alla sensibilizzazione sul valore del cibo, considerato non solo un bene di consumo ma una risorsa sociale. In questo contesto si colloca anche la Buona Pratica “Il cibo che serve”, attraverso cui ogni giorno vengono recuperati alimenti da panifici, mercati e grande distribuzione per essere redistribuiti a mense, parrocchie e realtà solidali.
Con il nuovo protocollo, questo modello punta ora a fare un salto di qualità, trasformandosi in una politica condivisa e strutturata per la città.