Roma Capitale: 19 miliardi di investimenti sfidano Gualtieri  

Questa settimana il sindaco presenta i piani per il Giubileo e i Rifiuti, che insieme a quelli per il Pnrr, Caput Mundi e Expo 2030 cumulano una grande massa di risorse. Il direttore generale Aielli annuncia la collaborazione con soggetti terzi per la progettazione e la gestione degli appalti

Se si sommano gli investimenti diretti, indiretti e quelli collegati che riguardano i cinque piani relativi a Pnrr, Giubileo, Caput Mundi, Rifiuti ed Expo 2030, Roma Capitale dispone della straordinaria massa di risorse per 19 miliardi. È quanto riporta il Sole24Ore di domenica scorsa sulla base di un calcolo dettagliato, rilevando che è un’opportunità unica per cambiare faccia alla metropoli romana.

La prossima settimana il sindaco Roberto Gualtieri presenterà il piano per il Giubileo e quello per i rifiuti. Il piano per il Giubileo conta su un fondo di 1,3 miliardi, ma arriverà a 4,2 considerando i finanziamenti da fonti diverse. Il piano rifiuti, che sarà sottoposto a dibattito pubblico, prevede un investimento di 1,3 miliardi, di cui 700 milioni per il termovalorizzatore. È prevista anche la realizzazione di due biodigestori  a Casal Selce e Cesano.

Per il Pnrr la stima risulta più complessa. Il Comune di Roma calcola di avere da gestire direttamente 3 miliardi, mentre altri investimenti in infrastrutture verranno fatti da altri soggetti come Ferrovie e Rft. Mobilità ed edilizia pubblica sono la fetta più consistente del totale di 7 miliardi di Pnrr.

Il progetto Caput Mundi impegna 500 milioni per valorizzare i beni culturali. Più articolato il piano per Expo 2030. Oltre a 2 miliardi di investimenti diretti  per la realizzazione dei siti, 1,5 miliardi riguarderanno investimenti indiretti per le infrastrutture, la mobilità e la logistica e 2,5 miliardi di altri investimenti saranno connessi all’evento.

Riguardo la progettazione e la gestione degli appalti che sono una debolezza strutturale delle P.A locali,  il direttore generale di Roma Capitale, Paolo Aielli, pensa di ricorrere alle convenzioni con soggetti terzi, come è accaduto con Anas per le manutenzioni, che potrebbero arrivare a 200 milioni. “Anche il projet financing – dice Aielli al Sole24Ore – è una soluzione che sperimenteremo nelle scuole, nella chiusura del ciclo rifiuti e nella gestione delle infrastrutture pubbliche complesse”.

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