Roma: da aula ok a Piano utilizzazione arenili, ecco tutte le novità

Assessore Urbanistica "strumento fondamentale"

Dopo 16 anni dall’ultimo Pua, viene approvato in Aula Giulio Cesare la Delibera di adozione del nuovo Piano di utilizzazione degli arenili, un altro punto fermo nel processo di recupero e valorizzazione del mare di Roma. Con tale atto si chiude la prima fase del percorso iniziato lo scorso agosto con l’approvazione della proposta in Giunta, la cui conclusione definitiva permetterà, tra l’altro, la messa a gara delle concessioni per le spiagge così come previsto dalla normativa nazionale di recente approvazione. Il Pua ora dovrà essere sottoposto alla Valutazione ambientale strategica (Vas) della Regione al termine della quale sarà pubblicato e sarà avviato un percorso partecipativo in cui saranno coinvolti cittadini, associazioni e imprenditori balneari per le loro osservazioni. Al termine di questo confronto l’Amministrazione comunale procederà all’approvazione definitiva del Piano. L’attuale Piano, rispetto alla proposta della precedente Amministrazione, garantisce una più efficace attuazione degli obiettivi di interesse pubblico tra cui l’accesso, la libera fruizione dell’arenile e la libera visuale della linea di costa, impedita dal “lungomuro” che da sempre separa Ostia dal suo mare.

In particolare: viene eliminata la passeggiata lineare a ridosso del bagnasciuga che impediva la reale fruizione di larghi tratti di arenile e veniva computata tra le spiagge libere; si introducono criteri per garantire la visibilità della linea di costa e la piena accessibilità al mare; si riducono le concessioni attuali a 25 rendendo più omogenea la distribuzione della spiaggia libera anche nella parte urbanizzata del litorale. Per quanto concerne le spiagge fruibili liberamente dai cittadini, il Pua supera di gran lunga il limite del 50 per cento imposto dal regolamento regionale raggiungendo con Castelporziano circa il 65 per cento del litorale, con oltre un terzo di spiagge libere previsto nell’area urbana. Inoltre anche nelle spiagge libere i concessionari dovranno garantire pulizia, servizi igienici e di salvataggio. I varchi da lasciare liberi per l’accesso al litorale sono garantiti e hanno una distanza massima di 300 metri, con una ampiezza minima per l’accesso di 3 metri. Una particolare attenzione è infine riservata allo sviluppo sostenibile del turismo ed all’accessibilità al mare per tutti. È prevista, infatti, la realizzazione di strutture balneari con ricorso a tecniche, anche sperimentali, di bioarchitettura e all’uso di materiali eco-compatibili, al fine di preservare l’ecosistema e l’abbattimento delle barriere architettoniche in ogni stabilimento, uno dei quali dovrà essere totalmente accessibile alle disabilità più gravi, con passerelle in legno sia verso i servizi essenziali che verso la battigia e gli ombrelloni.

“Dopo 16 anni Roma ha, finalmente, uno strumento fondamentale per la valorizzazione, la tutela e lo sviluppo del suo litorale. Ringrazio l’Assemblea Capitolina, tutta la maggioranza e il Municipio Roma X che hanno dato subito sostegno a questo obiettivo. Ora si tratta di andare avanti nei successivi passi, ovviamente dialogando con tutti. Il mio obiettivo è quello di arrivare alla riqualificazione complessiva dell’arenile e dell’intero lungomare, a cui destineremo anche importanti risorse di bilancio comunale. Una riqualificazione che aiuterà tutti i cittadini di Ostia e l’intera Capitale a riappropriarsi del proprio mare e consentirà il rilancio del tessuto imprenditoriale locale che merita di vedere investimenti pubblici adeguati da affiancare a quelli privati, per uscire dalla logica della conservazione dell’esistente e sfruttare al meglio le enormi potenzialità ancora inespresse di questo territorio”, ha dichiarato l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia.

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