Roma: decolla il turismo in camper ma la Capitale non è ancora pronta

Rozzeri (portavoce del Lazio di Confeder Campeggi), "Città ha bisogno di più aree di sosta”

Esplode la passione delle vacanze in camper. Un tempo era turismo di nicchia, ma oggi – con i rischi i rischi legati al contagio e le restrizioni imposte dalla pandemia – la voglia di viaggiare portandosi dietro una “casa” è cresciuta. Difficile quantificare l’aumento dei nuovi camperisti perché non esiste una associazione che li accorpa tutti “però il boom delle vendite dei camper, nuovi e usati, è evidente tanto che quei mezzi che un tempo venivano rottamati, oggi vengono venduti a caro prezzo”, spiega Stefano Rozzeri, portavoce del Lazio di Confeder Campeggi.

Nell’ultimo anno, con l’allentamento delle misure restrittive, “la gente si è buttata sull’idea del camper perché può andare in vacanza usando il proprio bagno, la propria doccia, il proprio letto e la propria cucina, limitando il rischio di contagiarsi”, aggiunge Rozzeri. Conferma che il fenomeno è in crescita Tiziana, imprenditrice che gestisce l’area sosta per camper a Roma in via dell’Arco di Travertino. “Con i camperisti è difficile fare previsioni – racconta -. Ci sono momenti in cui la piazzola è vuota e momenti in cui ti si riempie improvvisamente. Inverno o estate per loro non fa differenza. Arrivano dal Natale alla Pasqua, al ferragosto oppure quando i ponti lo permettono. Nella nostra area trovano i servizi necessari per caricare le batterie, o il carico e lo scarico delle acque”.

Le richieste per l’acquisto di nuovi mezzi cresce ma le consegne avvengono con grossi ritardo perché i produttori non riescono a far fronte alla richiesta ma anche perché, a causa delle varie crisi internazionali, non arrivano i componenti necessari a costruirli. “Chi prenotando oggi un camper – racconta Rozzeri – deve attendere l’estate prossima per averlo, e conoscere il prezzo soltanto alla consegna, dato che le oscillazioni del costo dei materiali varia di mese in mese”. Il fenomeno è di portata nazionale, ma ci sono regioni che sembrano più lungimiranti e attente al fenomeno dei camperisti di quanto non lo siano altre, e che si stanno attrezzando con apposite aree di sosta per i soli camper. In mancanza di aree di sosta il camperista sfrutta le aree di parcheggio. La differenza sta in qualche servizio in più che è possibile trovare nelle aree di sosta, come bagni e docce, in cambio del pagamento della tassa di soggiorno, a carico dei villeggianti: tariffa che nelle aree di parcheggio non è prevista.

“L’Italia ha lacune profonde in questo senso che derivano proprio dalle amministrazioni comunali – dice Giovanni Grassi, presidente nazionale di Confeder Campeggi -. Ad esempio, Brescia e Bergamo che saranno ‘Capitale della cultura’ nel prossimo anno, non hanno aree soste per camper. Per area di sosta si intende una zona in cui i camperisti hanno un allaccio alla corrente e hanno la possibilità di caricare e scaricare acqua. Ci sono sicuramente costi da sostenere ma sono opere pubbliche che poi restano”. Ci sono, però, Regioni lungimiranti come la “Sardegna – aggiunge Grassi – che ha destinato un milione e mezzo di euro per realizzare aree di sosta. La Toscana ha messo mezzo milione per riattivare zone di sosta in abbandono. La Regione Marche è all’avanguardia: quest’anno inaugura tra le 15 e le 20 aree di sosta”.

Roma, invece, per ora, non sembra scommettere molto sulle potenzialità del flusso turistico dei camperisti. “Il camperista che vuole visitare Roma – continua Rozzeri – deve trovare posto per il camper in una zona non lontana dal centro o comunque ben servita dai mezzi pubblici. Ci sono alcuni campeggi che sono comodi in questo senso ma i camping spesso chiudono a fine settembre, mentre il camperista viaggia tutto l’anno, anche d’inverno”. Inoltre al viaggiatore che sceglie la vacanza in camper “non conviene il campeggio che costa molto di più di un’area di sosta, in quanto ha servizi, come bar e ristoranti, piscine e campi da gioco, che non interessano. Tutto quello che gli serve lo ha nel camper e necessita di un’area sicura dove lasciare il mezzo per andare a visitare la città”.

Secondo Rozzeri, “Roma ha bisogno di più aree di sosta”. Ci sono aree di parcheggio, magari anche attrezzate per i camper nella capitale ma “il Comune non può pretendere neanche la tassa di soggiorno”, conclude Rozzeri. Insomma così si perdono anche entrate per le casse comunali, soprattutto in vista del prossimo Giubileo. La richiesta di adeguamento da area parcheggio ad area di sosta, però, deve essere presentata da chi gestisce le piazze. Dal dipartimento Turismo fanno sapere che a oggi, da quando è in carica l’amministrazione Gualtieri, non risulta pervenuta nessuna richiesta di autorizzazione per Area attrezzata per la sosta temporanea su area privata, né attraverso l’apposita piattaforma informatica né tramite Pec o Urp. Tuttavia, per favorire il rilancio del settore, dallo scorso anno la direzione Turismo ha messo a disposizione degli utenti, nella sezione Suar (Sportello unico attività ricettive) dei servizi online nel sito istituzionale di Roma Capitale, la possibilità di presentare la Scia.

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