Anche a Roma e nel Lazio le segreterie si apprestano a seguire un nuovo corso, e saranno nel segno di Elly Schlein. Sia il partito della Capitale sia quello regionale devono infatti andare a congresso ed eleggere quindi la nuova assemblea e soprattutto i nuovi segretari. Le date di entrambe le segreterie dovrebbero essere decise dopo Pasqua ma tra i dem c’è chi assicura che il partito regionale, in accordo con le federazioni provinciali, spinge per avere il congresso prima dell’estate. Della stessa linea sarebbero diversi esponenti del partito romano che puntano a tirare le somme il prima possibile.
Oltre alla data si parla ovviamente dei nomi in pole position per la segreteria. Per la segreteria del Lazio la figura più accredita è quella dell’esponente Daniele Leodori, già vice presidente e assessore con Nicola Zingaretti e attuale vice presidente della Pisana. Nel Pd Roma, invece, viene nominato da molti come successore di Andrea Casu, l’esponente storico della Capitale Enzo Foschi. Come già preannunciato dopo la vittoria di Schelin, a guidare quindi le due federazioni, se questo schema venisse confermato dal voto del popolo dem, sarebbero le due aree (una di Franceschini e l’altra di Zingaretti) che sul territorio hanno appunto sostenuto fortemente la neo segretaria, portandola alla vittoria. Dal Pd però precisano che i nomi gli sceglieranno gli iscritti, per dare il via “al nuovo corso del Pd” anche sul territorio.
Intanto in consiglio regionale lo schema politico cambia dalle elezioni, e sembra che stia andando, o meglio tornando, verso il progetto del campo largo. Infatti oggi ufficialmente si rompe l’alleanza tra il Terzo Polo e la coalizione di centro sinistra che ha sostenuto in campagna elettorale l’ex assessore Alessio D’Amato.
La decisione del Pd di tenere le presidenze delle due commissioni di garanzia del Consiglio, affidando a Marta Bonafoni (eletta nella lista civica D’Amato ma che sarebbe in procinto di entrare nella segreteria nazionale e quindi nel Pd), a Enrico Panunzi la guida delle commissioni Trasparenza e Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione, e a Sara Battisti la commissione speciale Piani di zona, ha portato Italia Viva-Azione a rompere: “Il Pd ha deciso di arraffare tutto. Quello che ha fatto il Pd è vergognoso e senza precedenti: un atto di prepotenza e arroganza assoluta di cui si prende tutta la responsabilità, perché in 45 giorni non ha ritenuto opportuno convocare una riunione della coalizione che ha sostenuto D’Amato, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni”, ha detto la capogruppo di Azione e Italia Viva, Marietta Tidei. Per Tidei, dopo che il Pd aveva fatto l’accordo con i 5stelle per i posti nell’ufficio di presidenza, la questione sarebbe proprio interna al Partito democratico: “Il Pd ci ha detto che aveva problemi legati alla questione del Congresso regionale e non riuscivano a fare quadrare i conti senza quelle posizioni”, ha detto Tidei tirando poi in ballo, assieme al collega Luciano Nobili, proprio la nuova segretaria: “Altro che nuovo corso della Schlein, siamo all’arrembaggio”.