Roma, la città costa sempre di più: per il 67% dei cittadini la vita è diventata più cara

Indagine Cisl in sei quartieri periferici: per il 52,4% Roma è anche più stressante di dieci anni fa. Degrado, sicurezza e costo della casa tra le principali criticità. Il tempo per sé resta un lusso

Uno dei palazzi di Corviale dove opera Calcio sociale
Uno dei palazzi di Corviale dove opera Calcio sociale

A Roma vivere costa sempre di più e richiede sempre più tempo. Per il 67,2% dei romani la vita in città è diventata più costosa rispetto a dieci anni fa, mentre per il 52,4% è diventata anche più stressante. È la fotografia che emerge dall’indagine della Cisl di Roma “Roma: una città, mille identità”, realizzata in sei quartieri della capitale: Torre Angela, Santa Maria della Pietà, Centocelle, Trullo, Ottavia e Corviale.

Il dato sul costo della vita è quello che attraversa in modo più netto tutte le aree analizzate. A Corviale la quota sale all’83,9%, mentre a Ottavia e Santa Maria della Pietà raggiunge il 72,5%. Subito dopo arriva la percezione di una città più stressante, particolarmente forte ancora una volta a Corviale, con il 74,2%, e al Trullo, con il 73%.

La fotografia restituisce così una Roma in cui il costo dell’abitare, la mobilità e la qualità degli spazi urbani incidono direttamente sulla qualità della vita e sulla possibilità di conciliare lavoro, famiglia e tempo libero.

Degrado, sicurezza e casa

Tra i fattori che hanno reso più difficile vivere nella capitale, il degrado urbano è indicato dal 34,4% degli intervistati. Seguono la sicurezza, con il 29,6%, e il costo dell’abitare, segnalato dal 26%.

Le priorità cambiano però sensibilmente da quartiere a quartiere.

A Torre Angela il problema più sentito sono i trasporti pubblici insufficienti, indicati dal 54,5% degli intervistati. Seguono la sicurezza, al 42,5%, e il degrado urbano, al 39,6%.

Al Trullo emerge invece soprattutto il costo della casa, indicato dal 47,3% dei residenti.

A Centocelle trasporti pubblici insufficienti e degrado urbano sono entrambi al 39,3%.

A Ottavia e Santa Maria della Pietà il problema principale sono traffico e tempi di spostamento, indicati dal 65% degli intervistati. Una criticità che resta significativa anche a Corviale, dove riguarda il 48,4% dei residenti.

Una città che si attraversa con fatica

La mobilità è uno dei nodi centrali dell’indagine. Il 38,8% dei romani impiega tra 30 e 60 minuti per raggiungere il lavoro, mentre il 16,2% supera l’ora.

I trasporti pubblici insufficienti sono indicati come principale criticità dal 45,4% degli intervistati, davanti al traffico, al 40,4%.

Eppure il quartiere continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale: per il 48,6% dei romani è infatti il perno della vita quotidiana.

La dimensione territoriale pesa anche sulla percezione delle disuguaglianze. La sensazione di una maggiore distanza tra centro e periferie è particolarmente presente a Torre Angela, dove arriva al 28,4%, e a Centocelle, al 21,5%.

Famiglia al posto dei servizi

Quando si tratta di gestire la quotidianità familiare, il welfare informale continua a essere più importante dei servizi.

Per il 23,2% degli intervistati sono nonni e parenti il principale sostegno nella gestione degli impegni quotidiani. Soltanto il 15,4% ritiene invece di poter fare affidamento sui servizi educativi.

Anche il tempo libero appare sotto pressione. Solo il 14,6% dichiara di avere regolarmente tempo per sé. Per il 34,4% accade raramente, mentre per il 16,8% quasi mai.

È un indicatore che lega direttamente organizzazione urbana, mobilità e condizioni economiche alla vita quotidiana delle famiglie.

Sei quartieri, sei cantieri per Roma

Per la Cisl di Roma, i risultati dell’indagine devono diventare una base per definire le priorità della capitale nei prossimi anni.

«Crediamo che il destino di Roma si giochi attorno a sei grandi priorità; sei direttrici d’attacco, sei grandi cantieri sociali e civili che dovranno accompagnare la crescita della città fino al 2036», ha detto la segretaria della Cisl di Roma Rosita Pelecca.

I sei ambiti individuati dal sindacato sono scuola, pensionati, casa, trasporti, costruzioni e industria.

L’obiettivo, ha spiegato Pelecca, è collegare ciascuno di questi settori a un diritto: «la scuola come diritto alle opportunità; i pensionati come diritto alle relazioni e alla dignità della vita; la casa come diritto all’abitare e alla qualità urbana; i trasporti come diritto costituzionale alla mobilità; le costruzioni come diritto ai servizi e alle infrastrutture moderne; l’industria e le attività produttive come diritto al lavoro dignitoso e di qualità».

La Roma che cambia, ma non abbastanza

Il dato forse più significativo dell’indagine è quello che accomuna quasi tutti i quartieri: la percezione di una città diventata più costosa.

A Corviale lo rileva l’83,9% degli intervistati, a Ottavia e Santa Maria della Pietà il 72,5%. La maggiore pressione economica si accompagna quasi ovunque alla sensazione di una vita più stressante.

A Torre Angela emerge in modo particolare anche la difficoltà negli spostamenti, indicata dal 49,3%, il valore più alto tra le zone considerate.

Molto più marginale, invece, la percezione di un miglioramento della qualità della vita. Le risposte che indicano una città «più vivibile» o una maggiore attenzione ai bisogni delle persone fragili restano quasi ovunque sotto il 5%.

Il quadro che emerge è quindi quello di una capitale in cui il costo della vita, il tempo necessario per muoversi e la qualità dei servizi stanno diventando variabili sempre più decisive per misurare il benessere urbano. E dove la distanza tra centro e periferie continua a essere letta dai cittadini anche attraverso il prezzo della casa, la qualità dei trasporti e la possibilità, sempre più rara, di recuperare tempo per sé.

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