Roma: nel governo Meloni un Sottosegretario alla Capitale? 

Sarebbe un segnale di voler contribuire alla soluzione delle emergenze, dai rifiuti alla sicurezza, che pesano sull’impegnativo futuro che attende Roma  

I media sono scatenati ad individuare chi entrerà a far parte del nuovo governo destra-centro. Ma forse ci si potrebbe anche domandare quale struttura potrebbe avere. Se oltre alla prima donna a Palazzo Chigi la novità riguarderà anche le funzioni dei ministri e le deleghe dei sottosegretari, per essere più adatti alle difficoltà conseguenti alla guerra in Ucraina e ai cambiamenti, che la transizione energetica e digitale comportano.

Fra le novità non potrebbe rientrare un originale e più diretto approccio ai problemi della Capitale con la nomina di un Sottosegretario dedicato a restituirle il decoro e ad accompagnare il grande futuro che l’aspetta e coinvolge il Paese e l’attrattività turistica?

Finora tutti i governi hanno riconosciuto che Roma sia il biglietto da visita dell’Italia. Faticosamente il Parlamento ha lavorato per trasferire più poteri alla Capitale. E’ cambiato più volte il colore politico dell’Amministrazione. Ma il degrado sembra inarrestabile. Rifiuti, mobilità, sicurezza sono diventati emergenze per le quali l’azione del  sindaco Roberto Gualtieri e della sua Giunta sembra insufficiente.

Nel frattempo non sono mancate volonterose dichiarazioni di intenti. C’è chi ha proposto di impegnare nella soluzione dei problemi i migliori manager delle grandi imprese con sede a Roma. All’epoca della criticatissima gestione di Virginia Raggi ci sono stati diversi ‘’tavoli’’ con i rappresentanti dell’allora governo e delle parti sociali, senza sortire alcun risultato apprezzabile.

Tanto che il Presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Tagliavanti, in una intervista ha ritenuto di evidenziare la incapacità di fare sistema delle istituzioni fra loro e il mondo delle imprese.  ’’Troppi palazzi – ha sottolineato – non si passano ancora la palla e questo è il problema’’.

Il nuovo governo oltre a vigilare sugli oltre 8 miliardi del Pnrr  destinati alla Capitale, sul Giubileo 2025 e sulla possibile assegnazione dell’Expo 2030, dovrebbe diventare il regista del futuro di Roma, abbattendo le barriere fra le istituzioni, il mondo delle imprese e gli stessi cittadini, perché tutti si sentano partecipi di uno stesso obbiettivo.

Inoltre al di là dei grandi appuntamenti e colmare i ritardi nella formazione, nella sanità e nelle infrastrutture, è prioritario ridare alla Capitale quel decoro che le manca da anni, mentre voragini e cumuli di rifiuti sono diventati uno spettacolo costante che rovina la sua immagine soprattutto all’estero.

Non resta che tentare una nuova fase del Campidoglio, capace di costruire una proficua collaborazione con il mondo delle imprese e con il nuovo governo. E, facendo prevalere l’interesse della città alla diversità politica, la collaborazione con l’esecutivo diventerebbe quanto mai efficiente se il Sindaco di Roma fosse affiancato da una figura con ampio e specifico mandato istituzionale, come un Sottosegretario alla Capitale.

Gualtieri condividerebbe una responsabilità divenuta troppo grande per un Primo cittadino, mentre Giorgia Meloni,  probabile nuova presidente del consiglio,  darebbe un concreto segnale di impegnarsi per rilanciare la città più ‘’bella’’ del mondo. Una volontà che è mancata agli ultimi governi.

 

 

 

 

 

 

 

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