Roma, Oref bacchetta ultimo Dup Raggi su immobili e partecipate

Valorizzazioni incongrue e su aziende mancano dati finanziari

Parere favorevole dell’Oref, Organo di revisione di Roma Capitale, al Documento unico di programmazione della Giunta Raggi per il 2021-2023, l’ultimo di questa sindacatura, ma con qualche bacchettata. Nel testo del parere, infatti, si legge che “con riferimento agli organismi ed enti strumentali e società controllate e partecipate, a differenza del precedente Dup, è presente la definizione degli indirizzi generali sul ruolo degli stessi, degli obiettivi di servizio e gestionali che devono perseguire e alle procedure di controllo di competenza dell’ente”.

Non risulta però all’Oref “effettuata l’analisi con riferimento anche alla loro situazione economica e finanziaria, e corrispondentemente nella Sezione Operativa del Dup, non risulta presente la valutazione sulla situazione economico-finanziaria degli organismi gestionali esterni. La mancata analisi della situazione economico e finanziaria, considerata la rilevanza che tali organismi assumono all’interno del Gruppo di Amministrazione pubblica (l’intero perimetro di Roma Capitale ndr.), rappresenta un elemento di affievolimento delle finalità programmatorie del Dup”.

Altro punto attenzionato dai revisori, la sezione strategica in cui non trovano “specifici indirizzi generali con riferimento al periodo di mandato per quanto riguarda la gestione del patrimonio, per la quale è presente solo nella Sezione Operativa il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari che verrà di seguito analizzato, e per quanto riguarda il reperimento e l’impiego di risorse straordinarie e in conto Capitale”.

Rispetto a quest’ultimo, inoltre, i revisori segnalano che il Comune è in ritardo con le valorizzazioni del Patrimonio capitolino: “L’Organo di Revisione evidenzia che i sopra riportati importi delle valorizzazioni previste nel piano non risultano congrui rispetto l’ammontare del patrimonio immobiliare di Roma Capitale – si legge nel parere -. Si rinnova quindi l’invito a predisporre, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi, l’elenco dei singoli immobili di proprietà dell’ente, individuando quelli non strumentali e non strategici all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione, ovvero di dismissione e a quantificarne il valore e le modalità di valorizzazione/alienazione”, conclude il documento.

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