Roma ostaggio di una rete trasporti inadeguata

Sono le conclusioni del secondo focus che l'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma capitale ha dedicato al trasporto pubblico locale. Alla linea 708 il record negativo di segnalazioni degli utenti

Sciopero Tpl (Foto Omniroma)

Una città che rimane “ostaggio di una rete di trasporti inadeguata. Con tre sole linee metropolitane, efficienti ma insufficienti, e un trasporto di superficie incapace a garantire il diritto alla mobilità di circa 1,1 miliardi di passeggeri”.

E’ il ritratto dipinto dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma capitale nel suo focus sul Trasporto pubblico locale a Roma.

Stando ai dati relativi al 2017, i giudizi degli utenti (qualità percepita) mostrano una netta differenza tra le valutazioni date al
trasporto pubblico sotterraneo e quelle date al trasporto pubblico di superficie.

Con tre sole linee metropolitane, efficienti ma insufficienti, e un trasporto di superficie incapace a garantire il diritto alla mobilità di circa 1,1 miliardi di passeggeri. “Il sistema della mobilità, del resto, non dipende solo dai vettori del trasporto – ha dichiarato il presidente dell’agenzia, carlo sgandurra- e non dipende quindi solo dalla società che ne gestisce mezzi e strutture, ma è fortemente condizionato da una serie di fattori che insieme convergono a determinare la qualità del trasporto pubblico e a garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. Anzi, paradossalmente, in un tale scoordinato contesto logistico, la società partecipata che gestisce il servizio, rischia di farsi carico di problemi che non dipendono da essa e di apparire come la sola responsabile dell’inefficienza dell’intero sistema”.

Questi i risultati del focus

La qualità del trasporto secondo i cittadini
Stando ai dati relativi al 2017, i giudizi degli utenti (qualità percepita) mostrano una netta differenza tra le valutazioni date al trasporto pubblico sotterraneo e quelle date al trasporto pubblico di superficie. Il servizio metropolitana viene valutato positivamente dal 52% dei romani, negativamente dal restante 48%.
Tra i sette macro-fattori presi in esame, sei (informazioni, personale, accessibilità, efficienza, sicurezza, biglietti e rete di vendita) superano la soglia del 50% dei consensi, uno solo, quello del comfort, rimane al di sotto. La linea con i “voti” migliori è la neonata linea C, seguita dalla B1, dalla a e dalla B. Sono più critici i dati sul trasporto di superficie: è insoddisfatto del servizio il 63% degli intervistati, solo il 37% si è dichiarato soddisfatto. In questo caso, gli indicatori che più contribuiscono alle valutazioni negative sono quattro e riguardano il funzionamento-efficienza, il comfort, la sicurezza e le informazioni sul servizio. Va sottolineato, infine, che la carta dei servizi sul trasporto pubblico locale è ancora ferma al 2013. Dopo una fase di incontri tra Atac e le maggiori associazioni di consumatori, infatti, la carta dei servizi (il contratto tra utenti e gestore per stabilire gli standard di qualità da rispettare nell’erogazione del servizio) non è più stata rinnovata.

Segnalazioni e reclami. Il record del bus 708
Nel 2017, i romani hanno inviato all’Atac 17.893. Segnalazioni, classificabili in sei diverse tipologie. La categoria più rappresentata è quella dei reclami, pari al 71,7%, e la top ten delle linee che ne hanno avuti di più vede al primo posto la linea del bus 708 (piazzale dell’Agricoltura-Versari), seguito dal 310 (piazza Vescovio-Termini), dal 2 (Flaminio-piazza Mancini), dal 654 (Cinecittà-Quarto miglio), dal 3 (Valle Giulia- Trastevere) e dal 170 (Termini-piazzale dell’Agricoltura).

Lo stato della flotta e della rete
I cittadini romani e i city user possono contare su un numero di vetture-chilometro che è in aumento per il servizio metro, in diminuzione per autobus e tram. Dal 2012, infatti, l’offerta di vetture-chilometro per il trasporto sotterraneo è cresciuta del 13% (grazie anche all’apertura della metro c), mentre quella per il trasporto di superficie è diminuita del 16%, provocando una riduzione di oltre 4 miliardi di posti-chilometro (numero di posti offerti agli utenti dai mezzi di trasporto in un anno) e ulteriori disagi per i passeggeri. I guasti alle vetture, dovuti soprattutto alla vetustà dei mezzi, sono una delle cause principali del fenomeno di riduzione delle corse. La mancanza dei pezzi di ricambio inoltre ha danneggiato l’efficienza del servizio sia degli autobus che della metro. E se nel 2014, tra le corse perse dell’underground, 2 su 3  venivano soppresse per mancanza di personale, nel biennio 2016/17 è stata la mancanza di ricambi il motivo per cui i treni rimanevano fermi.

I free rider, ovvero quanto costa l’evasione
Stando a fonti Atac, su 2,4 milioni di passeggeri controllati, l’evasione accertata (numero delle multe effettuate su passeggeri controllati), sarebbe stata del 3 % per i biglietti metro, e di poco superiore al 6% per i biglietti di bus, bus elettrici e tram.  Questi dati, tuttavia, non appaiono sufficienti a rappresentare il fenomeno nella sua realtà. Il campione preso in esame (2,4 milioni di controllati su circa 1.100 milioni utenti totali) risulta troppo esiguo, oltre che statisticamente non definito e scarsamente rappresentativo. Da un confronto con l’Atm di Milano, emerge poi che (a parità del costo del biglietto), la società milanese ha ricavi molto maggiori con un numero di passeggeri che è quasi la metà di quelli di Roma: nel 2016, infatti, i ricavi dei biglietti atac sono stati 265 milioni di euro a fronte di 1.100 milioni di passeggeri, mentre nel capoluogo lombardo, i ricavi sono stati di 412 milioni di euro a fronte di 600 milioni di utenti. Stando a questi dati, poi, la percentuale dell’evasione stimabile nei trasporti milanesi oscilla tra il 10% e il 15%, un dato che porta inevitabilmente ad ipotizzare che l’evasione reale a Roma  possa essere ben più alta, tanto da stimarla intorno al 35%. Con un danno economico di circa 90 milioni di euro ogni anno.

Roma e Milano due modelli a confronto
Il confronto tra Atac e Atm (azienda trasporti milanesi), e quindi tra Roma e la sua più virtuosa sorella lombarda, mette in evidenza alcune criticità della società controllata romana, soprattutto per quel che concerne i costi operativi, i costi del personale e la produttività. I costi operativi per vettura/km non sono molto differenti tra le due aziende, tuttavia atm ha chiuso i propri conti in utile per tutti gli esercizi considerati, mentre Atac ha accumulato perdite superiori al proprio patrimonio netto e non è in grado di far fronte ai propri impegni debitori. I costi del personale, che in entrambe le società costituiscono oltre la metà dei costi operativi, hanno un’incidenza più elevata in Atac rispetto ad Atm: il 63% contro il 60% nel 2016.  Per altro in Atac, questa incidenza è andata crescendo negli ultimi anni poichè l’azienda capitolina ha risparmiato sui costi comprimibili, ovvero sulle spese per i servizi, i materiali e la manutenzione. Con ricadute negative sulla qualità del servizio.

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