Roma si candida a Capitale europea dei Giovani 2025 – VIDEO

L'annuncio del sindaco Gualtieri durante l'evento "Conferenza sul futuro dell'Europa - #LaTuaParolaConta"

“Roma si candiderà come Capitale europea dei Giovani 2025”: lo dice il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri rispondendo a una domanda di uno studente a margine dell’evento “Conferenza sul futuro dell’Europa – #LaTuaParolaConta”, che si è svolta in Campidoglio alla presenza di una cinquantina di studenti e studentesse di diverse scuole della Capitale. Insieme al sindaco  anche i sottosegretari agli Affari europei e agli Esteri, Enzo Amendola e Benedetto Della Vedova.

“Ancora c’è molto da fare per i giovani sicuramente ma è nelle nostre intenzioni agire e intervenire per le generazioni più giovani. Per questo abbiamo anche designato Lorenzo Marinone come consigliere comunale con delega alle politiche giovani”, continua il primo cittadino di Roma.

 

 

Al centro della tappa romana dell’appuntamento europeo itinerante che si concluderà il 9 maggio prossimo a Strasburgo c’è il futuro del Vecchio Continente.

Per Gualtieri “nella cornice della Conferenza sul Futuro dell’Europa Roma può giocare un ruolo fondamentale al rafforzamento e ricostruzione dell’Ue”. “Quando due anni fa – ha detto – decidemmo di fare questa conferenza pensammo a diverse tappe e allo sviluppo di un dialogo e un confronto di democrazia partecipativa grazie a una piattaforma digitale aperta, ma ancora un po’ lontana dal presente; oggi, invece, dopo la pandemia e il ritorno della guerra in Europa, abbiamo capito che al centro di questa discussione non c’è il futuro ma il presente”.

D’accordo con questa visione il sottosegretario Amendola che ha sottolineato la “risposta europea al Covid con il Next Generation Eu e, oggi, la risposta europea alla guerra”. “Sono le scelte dell’oggi quelle di cui dibattiamo e di cui si deve dibattere all’interno della Conferenza sul Futuro dell’Europa. Mi riferisco prima di tutto alla battaglia per la salvezza del pianeta, per la neutralità climatica. Il mio auspicio più grande è che questo sforzo di dibattito e confronto prosegua anche dopo il 9 maggio”, ha continuato Amendola. “Bisogna spingere per cambiare i trattati immutati negli ultimi 15 anni, dopo Lisbona 2007, e mirare a decisioni più nette e coraggiose”, ha concluso.

Secondo il sottosegretario agli esteri della Vedova, “quando siamo uniti, tutti insieme i 27 Paesi sono più forti, specie in campo internazionale e in politica estera”. “È necessaria una vera politica estera comune e bisogna superare il meccanismo di decisione all’unanimità, per andare verso uno a maggioranza qualificata”, ha aggiunto. “Serve una decisione per un comune esercito europeo anziché 27 piccoli eserciti statali”, ha concluso Della Vedova. Le conclusioni a Gualtieri, che ha sottolineato la “necessità che gli organi competenti tengano conto delle proposte delle idee avanzate direttamente dai cittadini per la Conferenza sul Futuro dell’Unione”.

“Abbiamo l’esigenza di rispondere in modo comune europeo alla grande crisi energetica che sta colpendo tutti e guardare a un orizzonte comune anche per ciò che riguarda il salario minimo europeo e il livello di tassazione delle imprese a partire da una base comune. È necessaria un’armonizzazione fiscale comunitaria quindi che abbia la sua concretizzazione in un bilancio europeo comune”, ha spiegato. “L’integrazione europea non è una cessione di sovranità ma un aumento di sovranità condivisa. Ne sono prove tangibili i grandi interventi in corso grazie al Pnrr che da soli non avremo mai potuto fare”.

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