Roma si legge: David Sassoli ricordato per l’impegno in politica e nel giornalismo – PODCAST

Il rientro a scuola, le defezioni maggiori nelle scuole elementari e medie

Ecco le principali notizie della giornata dalla rassegna stampa a cura di Marco Moretti che potete ascoltare anche in versione podcast (clicca qui).

È morto a David Sassoli

L’improvvisa scomparsa avvenuta nella notte del presidente del parlamento europeo David Sassoli. Dalle prime ore del mattino tante reazioni e saluti, su tutti quello di Ursula von Der Leyen, la presidente della commissione europea su Twitter si è detta “profondamente rattristata dalla terribile perdita di un grande europeo e un fiero italiano”. Molti i messaggi dal mondo politico italiano per l’addio a Sassoli e anche di giornalisti colleghi come Claudio Tito sulla repubblica che scrive: “Non era un professionista della politica, la prima parte della sua vita è stata dedicata al giornalismo. All’agenzia Asca, poi il Giorno, TG3 e TG1 di cui era stato anche vicedirettore. Il salto nel 2009 con l’adesione al Pd e l’elezione al parlamento europeo con 400mila preferenze, un record per un esordiente. Si era messo in gioco anche nella corsa come sindaco di Roma nel 2013, partecipò alle primarie e arrivò secondo dietro Ignazio Marino”. Fiorentino, ma romano d’adozione, sul Corriere viene ricordato che Sassoli “frequentò da giovane l’Agesci, l’associazione degli scout cattolici, il padre era un parrocchiano alla Don Milani”.

Scuole in crisi

“In aula con plaid e piumini”, lo scrive nel suo titolo di apertura il Tempo ma lo possono facilmente riscontrare tutti coloro che hanno figli a scuola. “All’istituto Einaudi spunta una circolare della preside agli studenti ‘vestite pesante e portate le coperte'”. Dal Messaggero: “Scuola, i contagi svuotano le aule. Defezioni più corpose negli istituti elementari e medi, alle superiori la percentuale scende al 15%. Altro problema le assenze dei professori e la mancanza di supplenti: reclutati neolaureati”. La Repubblica parla di “orari falcidiati, didattica mista per molti e 25 mila studenti che rimangono a casa”. Il Corriere scrive “due milioni e mezzo di fondi stanziati dalla Regione per i ragazzi colpiti da ansia, stress e patologie esistenziali per il Covid. Dedicato alle famiglie a basso reddito, l’aiuto sarà disponibile sotto forma di voucher spendibile nelle strutture pubbliche. Tutto, assicurano dalla Regione, sarà rapido e accessibile anche sotto il profilo burocratico”.

L’endorsement di Calenda per D’Amato

Dal Sole 24 Ore: “Regionali Lazio, Calenda pronto a sostenere D’Amato. Se il candidato fosse di qualità come l’assessore alla Sanità – dice il leader di Azione – lo sosterremo in qualunque caso”. Non è parso entusiasta dell’endorsement Daniele Leodori, il vicepresidente Pd della Regione che si sente in corsa e che ha replicato sulla Repubblica “il metodo migliore restano le primarie”.

Addio a Mark Forest, divo della ‘Hollywood sul Tevere’

Aveva interpretato ben sette volte Maciste, tre Ercole ed è stato uno dei volti più popolari della ‘Hollywood sul Tevere’, la Cinecittà d’oro degli anni ’60 con spade e sandali. Un nome legato ad un passato lontano quello di Mark Forest, il culturista italo americano scomparso in California a 89 anni. Scrive l’Adnkronos che “Mark Forest (al secolo Lorenzo Luis Degni) arrivò alla fama internazionale dopo essere stato reclutato come protagonista del genere peplum. Il suo successo fu molto aiutato dal fatto che parlava correntemente l’italiano e durò solo cinque anni tra il 1960 e il 1965 – anni durante i quali recitò in una dozzina di film – tra i maggiori successi al botteghino dell’epoca. In quel periodo a Cinecittà fu tra i più richiesti da registi e produttori italiani per impersonare i forzuti eroi della mitologia popolare per il genere di gran voga in quel periodo, il peplum-movie. Il Maciste della Hollywood sul Tevere si reinventò anche come cantante d’opera in Europa, ma con molta meno fortuna.
 

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