Roma si legge: i 40 gradi di Roma portano la nuova emergenza incendi- PODCAST

Cento roghi, evacuazioni e aria irrespirabile in tante zone della città

Ecco le principali notizie della giornata dalla rassegna stampa a cura di Marco Moretti che potete ascoltare anche in versione podcast qui.

 

Emergenza incendi

Il massimo livello di allerta, il rosso per i 40 gradi di Roma non poteva essere senza conseguenze. “Brucia la città” titola a tutta pagina la Repubblica: “Cento roghi in poche ore rendono irrespirabile l’aria di Roma. Cenere dal cielo a Prati e in centro. Sull’Aurelia divampa un incendio devastante. Esplose centinaia di bombole di gpl. 37 bambini evacuati. La consigliera del 13esimo municipio Maristella Urru va dritta al problema: Sicuramente hanno pesato il gran caldo e il forte vento, ma è inutile nasconderlo che la causa di una cosa così tragica va cercata nella mancata cura del verde. Un incendio partito all’Aurelio e arrivato a Casalotti non può avere altre spiegazioni”.

Il Messaggero scrive che “nel quadrante nord la linea del fuoco è avanzata bruciando oltre 10 ettari di terreno lambendo palazzi, ville e centri sportivi. Una giornata ad altissima tensione per i vigili del fuoco disposti su più fronti”.

Il Tempo evidenzia poi “gli ospedali in tilt per il caldo e il Comune che ancora non ha un piano”. Molto duro l’articolo di Salvatore Merlo sul Foglio: “Perchè lo schifo di Roma non riguarda solo una città ma anche l’Italia, il Quirinale e Palazzo Chigi. Tutto è in emergenza a Roma: dai trasporti pubblici alla nettezza urbana, dalle strade ai parchi. Il governo se la cava promettendo poteri speciali al sindaco Gualtieri. Il quale dovrebbe invece incatenarsi davanti a Palazzo Chigi”.

Politica: Il campo largo non basta più

La politica locale sul Corriere, il campo largo non basta più “Il Pd ora punta a un campo più largo – si legge nel titolo che riprende il segretario dem Astorre – ci auguriamo che Calenda ne faccia parte”. Ma per la Repubblica l’intesa “Pd centristi resta lontana. Renzi sostiene che si vince al centro e comunque con il modello Monza, ovvero candidati moderati. Rivendica di avere appoggiato a Viterbo la civica Chiara Frontini che ha surclassato il centro sinistra rappresentato dall’assessora di Zingaretti Troncarelli. A complicare la partita c’è poi il particolare che dove hanno amministrato i 5 stelle gli elettori non sembrano avere alcuna intenzione di dare loro nuovamente la fiducia, anche se alleati con i dem o altre forze progressiste. Con il risultato che, come era dieci anni fa, l’unica città su cui continua a sventolare la bandiera 5 stelle è tornata ad essere soltanto Pomezia”.

“Cestini stracolmi a pochi metri da Montecitorio – leggiamo sul Tempo – Mentre la politica si divide sul termovalorizzatore ci pensano i cestini a ricordare ai parlamentari la gravità del problema. Ieri il fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo ha parlato di ‘tecnologia italiana di combustione senza fiamma per il trattamento di rifiuti industriali particolarmente tosti. La soluzione migliore per Roma”.

Caso Tiberis, la spiaggia resta chiusa

Il caso Tiberis ancora sulla Repubblica “la spiaggia resta chiusa – o perlomeno in ritardo. Per la spiaggia senza mare di Ponte Marconi – si parlava di avvio già il primo giugno, poi diventato il 15, ma siamo al 28 e dal Campidoglio nessuna data di inaugurazione. Il rischio è che i 78mila euro investiti dal Campidoglio vengano sprecati, se l’apertura dovesse ritardare ulteriormente poche presenze potrebbero tramutarsi in un flop, l’ennesimo”.
 

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