Roma si legge: le contraddizioni del voto romano – PODCAST

E le strategia di Gualtieri e Michetti per il ballottaggio

Ecco le principali notizie della giornata dalla rassegna stampa a cura di Marco Moretti che potete ascoltare anche in versione podcast (clicca qui).

Tanti i tentativi di far rientrare il voto romano nella geografia politica italiana, ma i segnali che emergono sono spesso contraddittori. Il voto disgiunto non va più di moda a Roma. In elezioni comunali precedenti si misurava la popolarità del candidato sindaco rispetto alle coalizioni che lo sostenevano e viceversa, e questo perché la legge che permette voti trasversali consente salti anche acrobatici sulla scheda. Stavolta non è successo, i 4 big hanno riportato percentuali quasi identiche rispetto a quelle della somma delle formazioni che li sostenevano.

Destituiti di fondamento i sospetti che elettori di destra o di sinistra avrebbero sottratto il voto al proprio candidato sindaco andando su Carlo Calenda, non è successo, Calenda ha preso solo lo 0,7 per cento in più della sua lista, Enrico Michetti e Roberto Gualtieri appena uno o due per cento in meno della somma dei partiti in coalizione.

Calenda “brilla di luce propria”

L’effetto Giorgetti che secondo i retroscenisti con la sua sortita benevola per Calenda avrebbe portato chissà quali migrazioni verso il leader di Azione non è esistito. Il risultato di Calenda “brilla di luce propria”: chi ha votato lui ha anche votato l’unica lista in suo appoggio. E il Corriere scrive che ha preso molti voti anche nei quartieri popolari, a smentire la vulgata sull’uomo dei salotti. Semmai la ripartizione del peso dei partiti all’interno delle coalizioni marca delle differenze.

Flop Lega e M5s

Riprendiamo da Roma Today: “Nel centrosinistra il Pd festeggia il ballottaggio di Gualtieri, ma non può assolutamente ridere. Il 16,3 per cento pone il partito al di sotto della performance del 2016, quando i dem a sostegno di Giachetti superarono quota 17%. Bene la civica Gualtieri al 5,4 per cento, male le liste di sinistra. A destra Fratelli d’Italia si ferma sotto il 20% e se festeggia la leadership del centrodestra non può esultare. Malissimo la Lega che si ferma sotto il 6%”. Saranno pure elezioni diverse, ma la Lega nel 2019 alle europee prese il 25%. Lo schema poi non vale per i municipi dove invece leggiamo dal corriere il centrodestra è avanti 9 a 6 al primo turno. L’apertura di Repubblica Roma: exploit Calenda, solo 4 eletti dei 5 stelle. Si diradano le nebbie anche sulle preferenze, dal Messaggero: “In testa Rachele Mussolini di Fratelli d’Italia, seguita dai Pd Veloccia e Alfonsi. Flop degli ex assessori M5S. Preferenze degli elettori in calo, da Gregucci a Pippo Franco male i vip”. Ecco, Pippo Franco, una cinquantina di preferenze, sarebbe anche nei guai per il falso green pass, il Corriere tra molti condizionali dice che “il nome del comico potrebbe essere iscritto sul registro degli indagati ed è probabile che venga ascoltato a breve”.

Nuove strategie per il ballottaggio 

Michetti e Gualtieri sono dunque entrati nella campagna in modalità ballottaggio che per i giornali consiste nel convincere chi non li ha votati sinora. Sul Foglio, oltre che su tanti altri giornali, parla Calenda: “Che stimi Gualtieri ben più di Michetti mi sembra scontato. Ma il discorso è più ampio e dico a Letta scelga lui tra il modello Draghi e il modello Conte”. Di qui quello che si legge in maniera più netta altrove: Calenda appoggerà Gualtieri solo se dirà chiaramente no ai 5 stelle in maggioranza o addirittura in giunta. Quanto a Michetti, Giorgia Meloni starebbe forgiando una nuova strategia comunicativa per il suo candidato, scrive Canettieri sul Foglio: “Prima di scendere in conferenza stampa ieri gli hanno detto: Enrico vai all’attacco, mordi, basta con gli antichi romani, santo cielo. E lui lo fa, alza la voce, sbatte la manona sul tavolo: sicurezza, migranti, rom, degrado”.

Il Nobel a Parisi

Dopo i grandi successi sportivi dell’estate è arrivato l’autunno, si va oltre lo sport ma il mood è lo stesso. Da ieri sui siti e oggi su molti giornali la foto degli studenti della facoltà di Fisica della Sapienza che ieri hanno srotolato uno striscione da una terrazza dell’ateneo con su scritto: “It’s coming Rome, congratulazioni Giorgio”. Il riferimento è allo scienziato Parisi che non ha vinto europei o olimpiadi ma il Nobel per la Fisica.

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