Roma si legge: nella Capitale 1.500 corse di bus perse ogni giorno per guasti – PODCAST

Nuove regole per arginare i contagi portano misure che un tempo sarebbero apparse impensabili: "Pedoni a senso unico sulle strade", titola il Corriere. "Militari, agenti di polizia e vigili urbani a bordo dei mezzi pubblici per controllare i green pass", scrive Leggo

Ecco le principali notizie della giornata dalla rassegna stampa a cura di Marco Moretti che potete ascoltare anche in versione podcast (cliccare qui).

Nuove regole per arginare i contagi portano misure che un tempo sarebbero apparse impensabili: “Pedoni a senso unico sulle strade”, titola il Corriere. “Militari, agenti di polizia e vigili urbani a bordo dei mezzi pubblici per controllare i green pass”, scrive Leggo. Poi troviamo sulla prima della Repubblica: “Il caso dei controlli a Fiumicino. “Basta un’autocertificazione. La corsa contro il tempo per fermare l’arrivo della variante sudafricana si scontra con la scarsa efficacia delle procedure di ingresso”.

Atac e le corse che saltano

Il Tempo scrive che “nonostante l’arrivo dei nuovi bus che ha consentito un parziale ringiovanimento del parco mezzi è ancora alto il numero delle corse che Atac perde ogni anno a causa dei frequenti guasti. Solo nel 2020 sono state circa 500mila le corse saltate, per una media di circa 1.500 al giorno, di cui il 5% riguarda anche i mezzi nuovi. Di qui costi elevatissimi: dal servizio di pronto intervento alla riparazione, e allora Atac ha messo in bilancio 9 milioni di euro nei prossimi tre anni”.

Il bonus dei miracoli

Di netturbini si occupa invece il Messaggero: “Ama, il miracolo del bonus. Presenze aumentate di oltre il 10%. Ad una settimana dall’entrata in vigore del premio anti-assenteismo meno certificati medici, ma anche permessi sindacali, congedi parentali e licenze di vario tipo”.

Il Campidoglio rafforza la sicurezza informatica

Per la Repubblica è tutto pronto in Campidoglio per varare domani “la nuova macrostruttura per la cybersecurity divisa in quattro aree: servizi ai territori, alle persone e il pool di dirigenti e impiegati che si occuperanno di cultura e valorizzazione”. Un provvedimento che si rende necessario anche dopo gli attacchi hacker ai server della Regione Lazio la scorsa estate, grande scouting per cercare il personale dato che nota il giornale “il Campidoglio è in storica sofferenza di manager a disposizione”, figuriamoci esperti in sicurezza informatica.

Zerocalcare mania

All’interno del raccordo anulare il successo di Zerocalcare è consolidato, ma la serie su Netflix ha ulteriormente allargato la sua platea. I giornali nel fine settimana hanno raccontato l’happening di Michele Rech, 37 anni, alla libreria Feltrinelli di via Appia con fans arrivati anche alle 6 di mattina e chi ha portato pietanze calde, “anche una parmigiana di melanzane” – ha scritto la Repubblica-  per la star delle graphic novel e il firma copie del suo ultimo volume “niente di nuovo sul fronte di Rebibbia”, è andato avanti per ore. Anche perché – dice il Messaggero – Zerocalcare parla con tutti e non si limita a firmare, fa anche disegni e “risponde a tante domande, dai consigli su come diventare fumettista ai suggerimenti sulle serie da guardare”. Del fenomeno si è occupato anche Aldo Cazzullo sul Corriere, anche se lo ha preso solo a pretesto per criticare “l’invasione del romanesco nell’industria culturale del nostro paese che non si rivolge a sessanta milioni di italiani, ma a tre milioni di romani”.

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