Roma si legge: riapre il Ponte di Ferro – PODCAST

Il Campidoglio con una task force controllerà anche gli altri viadotti a rischio

Ecco le principali notizie della giornata dalla rassegna stampa a cura di Marco Moretti che potete ascoltare anche in versione podcast (cliccare qui).

Riapre il Ponte di Ferro

Settanta giorni dopo l’incendio e il crollo di alcune travi inferiori ieri mattina è stato riaperto al traffico il ponte di ferro. Asfaltato a nuovo, segnaletica nuova, molti segni abituali lasciati lì. A cominciare dalla “baraccopoli che è ancora lì” titola la Repubblica, “sul fiume ci sono ancora tende e fornelli”, in particolare i fornelli furono messi sotto accusa per le cause del rogo.

Sempre da Repubblica: “La struttura porta ancora i segni delle fiamme. Si vedono i cavi squagliati dalle alte temperature e l’impalcatura arrugginita e deformata dal fuoco”. E ci sono “troppi viadotti a rischio” secondo il Messaggero: “In Campidoglio una task force per la manutenzione delle strutture più vecchie e malandate per iniziativa dell’assessore ai lavori pubblici Ornella Segnalini, mentre per il ponte di ferro i prossimi step saranno allargare la carreggiata, costruire nuove banchine ciclopedonali e soprattutto consentire il passaggio dei bus”.

Vaccini e movida

Oggi nel Lazio si aprono le vaccinazioni per i bambini nella fascia di età tra i 5 e i 12 anni, Leggo scrive sui green pass “poche multe in 7 giorni. Più sanzioni sui bus che in strada. Solo 50 verbali ai trasgressori delle mascherine all’aperto su 18mila controlli. Il Corriere dà grande risalto alla movida di questi tempi: “Il 90 per cento senza mascherina. Da San Lorenzo a Campo de Fiori: weekend di assembramenti e poche protezioni personali, mentre l’assessore D’Amato continua a ripetere che il Lazio non passerà in giallo: l’incidenza cresce, ma meno di prima. Il valore Rt è al di sotto della media nazionale”.

“Divise Atac da 12 milioni – troviamo sul Tempo – Dal primo gennaio nuovo look per oltre 9.500 dipendenti dell’azienda capitolina”. Si passa dal verde al blu. L’abbigliamento è made in China, Bangladesh e Turchia. La gara indetta nel 2019 poi bloccata dalla pandemia. Centinaia di taglie sbagliate. Ci sono pure i berretti da baseball.

Aumenta anche la carta

Tra i tanti aumenti di questo periodo c’è anche il costo della carta. Se ne occupa il Corriere: “Consumatori stangati. Prezzi delle materie prime alle stelle che rischia di ripercuotersi pesantemente sui consumatori. A farne le spese saranno anche le esportazioni. Nel Lazio ogni anno si producono più di 800mila tonnellate di fogli, quasi il 9 per cento del totale nazionale”.

Via Nazionale, “triste stradone”

“Via Nazionale blues” si intitolava un articolo del Foglio del weekend dedicato al declino di quello che “doveva essere il viale di accesso alle meraviglie della Roma unitaria e diventato invece un triste stradone piegato dal lockdown e dagli eterni lavori in corso. Oggi gli orologi pubblici indicano tutti l’ora sbagliata. I negozi, i pochi rimasti, sono tristi, patetici, sudamericani. Quello che dovrebbe essere un vialone che introduce il turista dalla stazione verso gli splendori del centro, va al contrario come i salmoni, porta lo squallore della stazione giù, sino a piazza Venezia e forse anche oltre. Via Nazionale non è certo mai stata strada di grande eleganza – si legge nell’articolo – nonostante le architetture maestose. Poteva essere la nostra Oxford street, come posizione è meravigliosa, però non ci è mai riuscita”.

 

 

 

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