Roma si legge: scuola, nella Capitale il 40% delle classi in Dad, è saltato il tracciamento – PODCAST

I Savoia rivogliono i loro gioielli, Banca d’Italia dice no

Ecco le principali notizie della giornata dalla rassegna stampa a cura di Marco Moretti che potete ascoltare anche in versione podcast (clicca qui).

Scuole, troppi contagi: salta il tracciamento

In città quattro classi su dieci sono in didattica a distanza, oltre 200mila studenti in DAD, la Repubblica titola “Scuola, la resa delle Asl, troppi contagi, deleghiamo i presidi, il sistema di tracciamento della pandemia nelle aule è saltato. Emergenza materne: 330 classi di piccoli tra i 3 e i 5 anni in quarantena”. Leggo cita il segretario della Uil Lazio Civita che dice “stanno emergendo fortissime criticità e numeri in costante aumento”.

Strisce pedonali fantasma

Di strisce pedonali si occupa invece il Corriere: “Sbiadite o, in alcuni casi, addirittura fantasma. Le strisce pedonali sembrano un lontano ricordo dappertutto, a partire proprio dal centro storico. Dal Quirinale al Campidoglio, passando per piazza della Repubblica, la segnaletica orizzontale è ormai sparita persino davanti ai luoghi simbolo della capitale, non si salvano nemmeno gli ingressi ai monumenti e ai palazzi del potere. L’assessora ai lavori pubblici del primo municipio Alessandra Savarese chiede subito interventi davanti alle scuole”.

Falde acquifere inquinate, ma la discarica di Albano resta aperta

Secondo il Tempo “Gualtieri ammette: Falde acquifere inquinate, ma la proroga fino a metà luglio per i conferimenti di Roma nella discarica di Albano resta ‘indispensabile’. Con queste parole pronunciate dal sindaco durante i lavori del consiglio della Città Metropolitana si riaccende un’infinita serie di polemiche sulla gestione dei rifiuti. Gualtieri ammette che il dato non è rassicurante eppure è sua la firma dell’ordinanza dell’11 gennaio che proroga l’apertura della discarica fino a luglio perchè ‘conseguenza indispensabile’. Levata di scudi dall’opposizione che chiede la revoca dell’ordinanza”.

I Savoia rivogliono i loro gioielli, Banca d’Italia dice no

Dal Corriere: “I Savoia rivogliono i loro gioielli, Banca d’Italia dice no. Oggi si tratta. I gioielli sono custoditi in un caveau dal giugno del 46, un tesoro formato da 6732 brillanti e 2mila perle. Oggi si terrà il primo incontro di mediazione con le parti che sembrano ferme sulle loro posizioni. Se non si arriverà ad una soluzione i legali dei Savoia citeranno in giudizio lo Stato con l’intenzione di riavere i gioielli. La questione è controversa perchè i gioielli non sono mai stati confiscati come il resto del patrimonio della famiglia reale. Quanto valgono, mai nessuna valutazione è stata effettuata. Ma c’è chi li stima intorno ai 300 milioni di euro. Altri come Gianni Bulgari che però li visionò negli anni 60, ridimensionano la stima a qualche milione.

Addio a Franco Bandiera 

Il Messaggero rende omaggio a un nome di culto a tra gli amanti della musica a Roma quello di Franco Bandiera scomparso a 84 anni che per oltre mezzo secolo ha venduto strumenti musicali nel suo negozio di via Cavour, meta imprescindibile per chi si metteva a suonare. “Franco Bandiera regalava sogni e musica con il suo fare burbero, ironico e sincero: ‘Ragazzì, dai poi me li dai i soldi, prendi quello che ti serve, si vede che sei bravo’ – pare fosse solito dire nel negozio – “Da sempre ha aiutato i giovani, si faceva pagare a rate ricorda il cugino gli dicevano ‘mi segni poi te lo pago e lui con una battuta accettava’. I big della musica lo piangono”. Nel suo negozio sono passati Eros Ramazzotti, Alex Britti, Max Gazzè, tutta la band di Venditti fino ai Maneskin.

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