Tre negozi su dieci nella Capitale hanno subito almeno una volta un furto con scasso e, tra questi, più di uno su due (54%) è stato preso di mira più volte. È il quadro che emerge dall’indagine condotta tra agosto e settembre da Confcommercio su un campione di 1.400 imprese in sei città (Roma, Bari, Bologna, Firenze, Palermo e Torino): metà degli imprenditori romani vive con il timore di essere derubato, e il danno non si limita al maltolto, perché pesano anche riparazioni e sorveglianza, con una spesa extra media per la sicurezza di 2.295 euro nell’ultimo anno.
Le “spaccate” sono il reato predatorio percepito più in aumento dalle imprese del commercio e dei pubblici esercizi (35,9%, sotto la media nazionale ponderata del 38,9%), seguite da furti (29,9%), aggressioni e violenze (29%), vandalismo (28,6%), rapine (27,5%) e azioni delle baby gang (22,1%). Il 50% dei commercianti romani teme un furto con scasso nei prossimi mesi, in linea con il 49,9% nazionale; il 33,2% teme di essere esposto a fenomeni criminali (32,3% la media), in particolare furti (37,7%), vandalismo (22,8%), rapine (22,7%) e aggressioni (18,3%).
Nei quartieri, per il 49,6% dei negozianti gli atti vandalici, rispetto all’epoca pre-pandemia, sono la principale causa del peggioramento della vita nella zona, mentre il 45,3% è preoccupato per le baby gang e il 34% per la mala movida. Per correre ai ripari, l’85,1% ha una polizza che copre in tutto o in parte furti e vandalismi; il 45% ha investito risorse extra in sicurezza (il 19% somme significative), soprattutto in videosorveglianza (72,6%) e in serrande o porte blindate (27,7%). Alle istituzioni i commercianti chiedono più videosorveglianza (52,8%), maggiore presenza delle forze dell’ordine (42,3%), più illuminazione pubblica (38,4%), poliziotti di quartiere (21,1%) e incentivi economici o fiscali (17,7%), seguiti da diffusione delle attività commerciali (15,8%), eventi urbani (12%), vigilanza privata (8%) e controlli contro abusivismo e illegalità (7,7%).