Roma: Tar, ok stop rinnovo concessioni posteggi commercio

Rilevato la carenza di legittimazione a ricorrere dei sindacati che avevano anche scritto una lettera al sindaco Roberto Gualtieri

Bancarelle
(immagine di repertorio)

E’ legittima la revoca della procedura per il rinnovo delle concessioni dei “posteggi a rotazione” nel territorio di Roma Capitale. La decisione e’ contenuta in una sentenza con la quale il Tar del Lazio ha respinto un ricorso proposto da A.P.R.E. Sindacato Confesercenti (del quale e’ stata dichiarata la carenza di legittimazione a ricorrere) e da una serie di operatori del commercio capitolini. I fatti oggetto di ricorso hanno inizio nel dicembre 2020, quando Roma Capitale avvio’ la procedura per il rinnovo delle concessioni con scadenza al 31 dicembre 2020.

Con una successiva Determina, dopo l’acquisizione di un parere dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato – che aveva rilevato dubbi sulla compatibilita’ del quadro normativo nazionale e regionale in tema di rinnovo delle concessioni con il diritto europeo – ci fu l’annullamento in autotutela della delibera di avvio della procedura di rinnovo. Preliminarmente il Tar ha oggi rilevato la carenza di legittimazione a ricorrere di A.P.R.E., sul presupposto che “il provvedimento impugnato lede esclusivamente l’interesse del singolo, senza impingere in via immediata sulla finalita’ istituzionale dell’associazione”. Con le loro censure i ricorrenti sostenevano, tra l’altro: che l’amministrazione non avrebbe avuto il potere di disapplicare la norma interna contrastante con quella comunitaria dal momento che tale potere spetterebbe solo al giudice e nell’ambito della singola causa e non sarebbe generalizzato; che il settore del commercio su aree pubbliche non rientrerebbe nell’ambito applicativo della ‘Direttiva Bolkestein’.

Sul primo tema, il Tar ha ritenuto che la tesi “non puo’ essere condivisa alla luce di quanto recentemente statuito dall’Adunanza Plenaria” secondo la quale, tra l’altro, “il dovere di non applicazione della norma nazionale illegittima per violazione del diritto europeo si estende, oltre agli organi giudiziari, a tutte le articolazioni dello Stato membro, compresi gli enti territoriali, gli enti pubblici in generale ed i soggetti ad essi equiparati, anche in caso di direttiva ‘self executing'”. Sul tema dell’applicazione della ‘Direttiva Bolkestein’, i giudici hanno ritenuto che “la direttiva impone l’indizione di gare pubbliche a tutela della concorrenza per il mercato, materia ‘trasversale’ che e’ suscettibile di trovare applicazione in vari settori dell’ordinamento nazionale, tra cui deve senz’altro farsi rientrare quello delle concessioni di parcheggi a rotazione per l’esercizio del commercio su aree pubbliche per altro caratterizzati anch’essi dalla scarsita’ delle concessioni assentibili”.

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