Sanità: dalla Regione Lazio 56 mln alle strutture private accreditate per spese durante Covid

Il provvedimento rientra nell’ambito del fondo straordinario "Ristori" per il 2020 e il 2021, gli anni più difficili della pandemia

La Regione Lazio stanzia 56 milioni di euro a favore delle strutture private accreditate al sistema sanitario, come rimborsi per i costi fissi sostenuti durante l’emergenza Covid nel 2021. È quanto prevede una delibera di giunta, collegata alla proposta di legge regionale sul riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, approvata su proposta dell’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini.

In particolare, la giunta guidata dal presidente Francesco Rocca, autorizza il trasferimento alle aziende sanitarie locali di 56 milioni di euro, “da destinare, quale contributo una tantum”, a valere sulle annualità dal 2024 al 2030, alle strutture private accreditate, “regolarmente in possesso di valido accordo contrattuale sottoscritto tra le parti”, si legge nel documento visionato dall’agenzia Nova.

Il provvedimento della Regione Lazio rientra nell’ambito del fondo straordinario “Ristori” per il 2020 e il 2021, gli anni più difficili della pandemia. Durante questo periodo le strutture sanitarie hanno continuato a operare nel Lazio, senza interrompere i servizi, a fronte del riconoscimento di una forma di fatturazione forfetaria pari al 90 per cento del budget assegnato. Ma, se per il 2020 l’amministrazione Zingaretti aveva predisposto una delibera di recepimento della direttiva nazionale, lo stesso non è avvenuto nell’anno successivo, perché mancava l’equilibrio di bilancio nelle casse regionali. Ora la giunta Rocca stanzia le risorse necessarie per ristorare le strutture sanitarie “dai costi fissi” comunque sostenuti, “a seguito di eventuali sospensioni di attività ordinarie disposte nell’anno 2021 in funzione dell’andamento dell’emergenza da Covid-19”, si legge, infine, nell’atto.

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