Scuola: Rusconi, ancora troppe richieste inascoltate – VIDEO

Il presidente dell’Associazione presidi del Lazio considera quanto mai urgente l’ intervento delle istituzioni, soprattutto a livello locale, riguardo gli aeratori, il distanziamento nelle classi, la fornitura di mascherine FFP2 ed il tracciamento dei ragazzi tramite tamponi

Con i contagi di Covid che per via della variante Omicron sono aumentati in modo esponenziale ad un grande lavoro vengono chiamati i presidi, che devono gestire nei loro istituti una situazione delicata ed in continua evoluzione. Ne ha parlato a Radiocolonna.it il presidente dell’Associazione presidi del Lazio,  Mario Rusconi, che definisce il rientro a scuola “abbastanza normale” e con poca frequenza da parte dei bambini delle elementari e dei primi anni della scuola media, 

“Evidentemente – rileva – molti genitori in attesa di vaccinare i figli si sono impauriti e il problema che si è avvertito in moltissime scuole romane è quello riguardante gli impiegati ed i professori che in minima parte sono no vax,  ma purtroppo  molti sono attualmente in quarantena oppure sono lavoratori cosiddetti fragili, che non possono stare a contatto con gli altri”.

Erano molte in realtà le richieste avanzate dai presidi prima della riapertura prevista per il 10 gennaio 2022, ma come sottolinea Rusconi “Siamo stati ascoltati molto poco, infatti ci è stato detto che la mascherina FFP2 è un presidio sicuro,  ma nelle scuole non sono state ancora distribuite, poi era stato promesso uno screening a tappeto su tutti i ragazzi che rientravano a scuola dopo le festività natalizie, ma non è stato fatto. Infine voglio ricordare che la scuola è un luogo di per sé sicuro al suo interno, infatti i ragazzi mantengono le distanze, utilizzano il gel igienizzante e indossano la mascherina, ma il problema sono semmai gli assembramenti fuori dalla scuola”.

Secondo il presidente dell’ ANP l’anello debole della catena sono le famiglie e ciò che accade fuori dalle nostre scuole, dove manca il controllo ed il rispetto delle regole che invece all’interno degli istituti sono ferree e rispettate. “Ci hanno chiesto – afferma – di tenere aperte le finestre costantemente, ma farlo con zero o meno due gradi diventa improbo, poi ci hanno chiesto di comprare gli aeratori,  ma se li compriamo non possiamo poi acquistare altre cose importanti, e importante sarebbe anche che l’ente proprietario,  ovvero il Comune di Roma,  per le elementari e medie,  e Provincia e Città Metropolitana per le scuole superiori , ci dicessero se gli impianti elettrici possono reggere e a tal proposito noi abbiamo già chiesto  da un anno agli enti locali  verificarli con gli uffici tecnici , ma purtroppo nessuno ci ha dato ascolto”.

In una fase come quella attuale in molti chiamano in causa nuovamente la didattica a distanza (DAD), ma su questo i presidi esprimono scetticismo alla luce dei risultati ottenuti durante i lockdown, quando la DAD era l’unica modalità attuabile, “Ci sono secondo noi – sottolinea Rusconi – una serie di elementi negativi riguardo la didattica a distanza, lei pensi ai bambini piccoli, ai disabili, oppure per gli studenti degli istituti tecnici e professionali che hanno nella pratica laboratoriale l’elemento fondante della loro formazione. Pertanto la DAD è uno strumento di emergenza, non deve essere la normalità, però per renderlo significativo bisogna che gli insegnanti lo sappiamo adoperare nel migliore dei modi, e fino ad ora nessuno glielo ha insegnato”.

Infine una valutazione sulla comunicazione fatta dalle Istituzioni verso le famiglie e chi lavora nella scuola. Secondo Rusconi a livello di comunicazione siamo in una situazione molto difficoltosa. ‘’ Ho sempre sostenuto che a livello di Ministero, di Asl e di Enti locali bisognava usare un linguaggio ed una capacità comunicativa molto forte.  Più in generale ci aspettiamo una maggiore capacità di intervenire riguardo alla nostre richieste da parte delle Istituzioni,  soprattutto quelle locali:  dagli aeratori, al distanziamento nelle classi, alle fornitura di mascherine FFP2 ed al tracciamento dei ragazzi tramite tamponi.

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