Sindaco Roma/Il punto: per Virginia una settimana da dimenticare

I rifiuti indomabili, I sondaggi crudeli e le risse nel M5S non poteva augurarli alla Sindaca nemmeno il peggior nemico

 

Per Virginia Raggi questi ultimi giorni sono stati un vero calvario e le sue possibilità di arrivare quantomeno al ballottaggio con il candidato del centrodestra, Enrico Michetti, sembrano ridursi sempre di più. A dirlo sono i sondaggi che vengono effettuati in questi giorni, la delicata questione dei rifiuti per strada e la crisi del M5S che non può non interessare e complicare la sua corsa verso il Campidoglio.

Sondaggi – L’ultimo effettuato, quello di Demoskopica per “Anni 20”, è quasi disastroso per la sindaca. Michetti viene infatti collocato in una forbice che va dal 33 al 37%, mentre il candidato del centrosinistra, l’ex ministro dell’Economia del governo Contedue, Roberto Gualtieri, si trova tra il 31 ed il 35 per cento. Per la Raggi, invece, terzo posto ed a una bella distanza perché il suo consenso non andrebbe oltre il 14-16%, poco sopra Carlo Calenda, leader di Azione, che starebbe tra il 12 ed il 14%.

A complicare la situazione per la sindaca uscente c’è il giudizio fortemente negativo, sempre secondo il sondaggio Demoskopica, sui suoi cinque anni di amministrazione. Per il 74% degli intervistati, infatti, la qualità della vita nella Capitale sarebbe peggiorata in questo ultimo quinquennio e la richiesta avanzata al futuro sindaco è quella di intervenire prioritariamente in tema di rifiuti (85%), inquinamento (72%) e degrado urbano (57%).

Ciò non bastasse, la Raggi, in piena campagna elettorale, si trova coinvolta nella crisi che sta attanagliando il M5S dopo l’esplodere del forte dissidio tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte che potrebbe anche sfociare in una scissione del Movimento pentastellato che avrebbe senza dubbio forti ripercussioni sulle elezioni amministrative del prossimo mese di ottobre.

Un forte campanello di allarme su quello che potrebbe succedere a Roma è stata la fuoriuscita dal gruppo capitolino dei cinquestelle di quattro consiglieri considerati di “area contiana”. Ci riferiamo a Donatella Iorio, Enrico Stefàno, Angelo Sturni e Marco Terranova che, a riprova che non ci troviamo di fronte ad una decisione dell’ultimo momento, hanno già annunciato il nome del nuovo gruppo da loro formato, ovvero “Piano Roma”.

Probabilmente, la manovra dei quattro è stata orchestrata a livello più alto e negli ambienti capitolini non sono pochi quelli che fanno il nome di Roberta Lombardi, capogruppo ed assessore alla Transizione ecologia e digitale della Regione Lazio, che nei confronti della Raggi non ha mai mostrato molta simpatia e che, fino a poco tempo fa, spingeva per il ritiro della sua candidatura per favorire un’intesa con il Pd di Enrico Letta e, prima, di Nicola Zingaretti. Con la fuoriuscita dei quattro, ora il gruppo pentastellato, che nel 2016 poteva contare su 29 consiglieri, quindi maggioranza assoluta, ad oggi ha perso 10 unità riducendosi a 19, sotto la soglia – e di parecchio – dei 25 necessari per governare.

Settimana nera, quindi, questa appena trascorsa per la sindaca Raggi, costretta non solo ad inseguire gli avversari Michetti e Gualtieri, ma anche a guardarsi da possibili pugnalate alle spalle.

 

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