Sport a Roma: Onorato, niente padel a ‘’Testaccio’’ e per il resto cambiare tutto 

L’assessore agli eventi, al turismo e allo sport prospetta un profondo cambiamento della politica del Campidoglio e una migliore utilizzazione del vasto patrimonio si impianti

Il nuovo assessore al Turismo Sport e Grandi eventi di Roma, Alessandro Onorato.

Gli impianti storia e le sfide del futuro. Per Alessandro Onorato, alla guida del maxi-assessorato che oltre ai grandi eventi e al turismo si occupa anche di sport, la sfida è doppia. Complessa, perché il Comune deve parlare allo stesso tempo con i privati. Roma e Lazio in testa, e con una miriade di piccole associazioni sportive con le concessioni scadute o in scadenza. Insomma, anche nel settore sportivo, i problemi non mancano e Onorato li affronta in questa intervista a ‘La Repubblica’.

Assessore, partiamo dalla cronaca. Giovedì la Roma ha promesso di ripulire Campo Testacelo. Ma che ne sarà dell’area? È stato presentato un progetto per realizzare una cittadella del padel li dove un tempo sorgeva il primo stadio dei giallorossi. 

“Ringraziamo la Roma e la Regione per la sensibilità dimostrata, è un primo passo importante per riportare il decoro. Ma è giunta l’ora di restituire ai cittadini Campo Testaccio ed è evidente che in un luogo così importante per i tifosi romanisti non possano essere realizzati dei campi da padel. Lo faremo anche grazie all’aiuto deIla Regione”.

La Roma avrà un ruolo nel futuro di Campo Testacelo? Dovrete incontrare la società dei Friedkin anche per parlare del nuovo stadio. 

“Si sarebbe importante un coinvolgimento della Roma e vogliamo incontrarla per confrontarci su questo e ovviamente anche sul nuovo stadio”.

Il Comune è anche il proprietario del Flaminio. Il presidente Claudio Lotito si era fatto vivo con la giunta Raggi per visitare lo stadio, con l’idea di farne la nuova casa della Lazio. Ci sono aggiornamenti?

“Ad oggi la Lazio non ha presentato alcun progetto, mentre abbiamo trovato una proposta della Roma Nuoto interessata a riqualificare la struttura. Se la Lazio vuole davvero intervenire sul Flaminio, deve presentare una proposta concreta”.

Di concreto, guardando al passato, c’è il “no” dell’ex sindaca Virginia Raggi alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.

“È l’errore principe della giunta Raggi. Un’ammissione di incapacità. Se consideriamo che poi Milano si è aggiudicata le Olimpiadi invernali, un harakiri. Non a caso dopo quella folle scelta tante aziende hanno disinvestito a Roma scegliendo Milano. Noi vogliamo rilanciare la Capitale proiettandola in una costante e sana competizione con le altre grandi città europee. Deve essere la nostra vocazione”.

Di contro, l’amministrazione 5S ha deciso di puntare sulla Formula E. 

“Noi abbiamo autorizzato un giorno in più di competizione, garantendoci maggiori introiti e visibilità”

Su quali altri appuntamenti siete al lavoro? 

“Da una parte vogliamo lavorare affinchè manifestazioni intemazionali sportive già programmate come, RyderCup, Europei di nuoto ed Europei di atletica siano organizzate al meglio. Parallelamente abbiamo preso contatti con tutte le federazioni sportive proponendo Roma come sede delle loro manifestazioni più importanti. Abbiamo chiaro che questi appuntamenti non solo avvicinano maggiormente i cittadini allo sport, ma portano un grande ritorno in termini economici e di turismo”.

Oltre ai grandi eventi sportivi c’è anche lo sterminato patrimonio di circoli sportivi del Comune. In che condizioni lo avete trovato?

“Vi do un dato che non mi fa dormire la notte: oggi il dipartimento Sport spende più soldi per la guardiania di impianti sportivi comunali chiusi che soldi per la promozione dello sport. Quasi 800 mila euro all’anno vanno via per la sorveglianza di impianti che potrebbero essere gestiti dall’associazionismo sportivo, dalle federazioni e che invece deperiscono, abbandonati. Senza dimenticare che i fondi impiegati per la promozione sportiva, arrivano ai soggetti richiedenti mediamente due anni dopo”.

Quindi? 

“Cambiare tutto e di corsa”.

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