La Corte dei conti del Lazio, inaugurando l’anno giudiziario 2026, ha evidenziato nel 2025 oltre 36 milioni di euro di condanne per danno erariale, segno di sprechi e cattiva gestione diffusi nella pubblica amministrazione, tra appalti irregolari, fondi usati impropriamente e assenteismo.
Sul fronte dell’azione giudiziaria, sono stati recuperati più di 25 milioni di euro, con un’attività intensa (oltre 150 sentenze) e migliaia di segnalazioni, spesso però prive dei requisiti necessari.
Criticità emergono anche sulla tassa di soggiorno non versata e sulla lenta spesa dei fondi PNRR, mentre la Corte sottolinea il proprio ruolo non solo repressivo ma anche preventivo, grazie all’effetto di correzione già nella fase istruttoria. “La capacità operativa dell’amministrazione regionale risulta contenuta”, ha dichiarato Stefano Siragusa, sottolineando come “il livello effettivo di avanzamento della spesa resti ancora basso rispetto alle risorse disponibili”. Un dato che accende i riflettori su una difficoltà strutturale nel trasformare i finanziamenti in interventi concreti. In questo scenario, la Corte dei conti si conferma fondamentale, non solo per la repressione delle condotte illecite ma anche per il cosiddetto ‘effetto conformativo’. “Già nella fase istruttoria si attivano processi di autocorrezione”, ha spiegato il procuratore Luigi Rebecchi, “segno che il controllo produce effetti anche prima della sentenza”. Il procuratore ha poi aggiunto: “Nel 2025 le somme recuperate a seguito di sentenze di primo e secondo grado, nonché di giudizi abbreviati e monitori, hanno raggiunto quota 25.143.378,34 euro, contribuendo a un totale di 118.189.528,25 euro nel quinquennio 2021-2025. A tali importi si aggiungono le risorse recuperate già in fase istruttoria, grazie alla spontanea restituzione da parte dei soggetti ritenuti responsabili: un dato che, nel solo 2025, si attesta a 1.901.691,05.