Stadio Flaminio, la Soprintendenza frena il progetto della Lazio: “Non si tocca la pensilina di Nervi”

Non si tratta tecnicamente di un parere negativo, ma di una richiesta di integrazione che lascia alla Lazio 30 giorni per presentare le proprie controdeduzioni

Si complica il percorso del nuovo stadio della Lazio al Flaminio. La Soprintendenza di Stato – scrive il dorso romano de La Repubblica – ha depositato, nell’ambito della conferenza dei servizi preliminare aperta da circa un mese, una richiesta di integrazione che di fatto frena il progetto voluto dal presidente Claudio Lotito: la storica pensilina della tribuna ovest, disegnata da Pier Luigi Nervi e sottoposta a vincolo, “non si tocca”, mentre l’eventuale secondo anello non potrà cancellare alla vista il profilo del vecchio stadio.

Non si tratta tecnicamente di un parere negativo, ma di una richiesta di integrazione che lascia alla Lazio 30 giorni per presentare le proprie controdeduzioni. I nodi tecnici, però, non sembrano semplici da sciogliere: il mantenimento della pensilina appare difficilmente compatibile con l’ipotesi di una nuova copertura integrale sull’impianto, mentre il guscio esterno pensato per il secondo anello rischia di occultare il fronte dello stadio di Nervi. Lotito, contattato nei giorni scorsi, ha mostrato cautela ma non allarme, rimandando ogni valutazione ai prossimi passaggi.

A rivendicare la scelta della Soprintendenza – scrive Repubblica – è la fondazione intitolata all’architetto, da tempo critica verso l’operazione. Il presidente Marco Nervi, nipote del progettista, ha ricordato che il piano di conservazione del Flaminio aveva già indicato i vincoli da rispettare, paragonando l’idea di adattare lo stadio alle esigenze attuali al tentativo di far gareggiare oggi una Formula 1 del 1959. La fondazione, pur non dicendosi contraria a priori, contesta la scelta di partenza di trasformare l’impianto e immagina per il Flaminio una destinazione legata al calcio minore o ad altri sport.

Ora la palla passa agli architetti della Lazio, chiamati a capire se esistono i margini per modificare il progetto. Il termine delle controdeduzioni, tra circa un mese, dirà se Lotito riuscirà a superare l’ostacolo posto dalla Soprintendenza.

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