Stadio: Onorato, “se Lotito fa sul serio, per il Flaminio via libera in tempi brevi”

Ieri mattina il Campidoglio ha spedito alla Lazio il faldone con tutta la documentazione sull'impianto di viale Tiziano

Il nuovo assessore al Turismo Sport e Grandi eventi di Roma, Alessandro Onorato.

Gli ultimi quattro progetti di restauro di ciò che resta del vecchio Flaminio. I vincoli archeologici e sulla tutela culturale dello stadio disegnato da Pier Luigi e Antonio Nervi per le Olimpiadi del 1960. Infine il piano di conservazione della Getty foundation. Ieri mattina il Campidoglio ha spedito alla Lazio il faldone con tutta la documentazione sull’impianto di viale Tiziano. “Adesso sta al presidente Claudio Lotito presentare un progetto sostenibile per ristrutturare e riaprire il Flaminio”, dice in un’intervista a la Repubblica, l’assessore di Roma Capitale allo Sport, Alessandro Onorato. Per poi aggiungere: “I nostri uffici hanno impiegato soltanto 5 giorni a rispondere alla richiesta del club, che ora ha tutti gli elementi per avere un’idea compiuta sullo stato della struttura”.

Assessore, ora cosa succede? Che tempi ci sono per capire cosa ne sarà del Flaminio?

“Questo dovete chiederlo al presidente Lotito. La giunta Gualtieri ha già espresso più volte la sua disponibilità. Se ci sarà un progetto lo analizzeremo. Sarebbe naturale immaginare che la Lazio e i suoi tifosi possano avere il proprio stadio al Flaminio”.

Sul Flaminio c’è anche l’interesse dell’istituto per il credito sportivo e Cassa depositi e prestiti. Hanno già presentato un progetto?

“Hanno espresso un interesse anche loro. Non si è arrivati ancora alla presentazione del progetto, ma sono degli interlocutori molto importanti”.

Che orizzonte temporale vi siete per chiudere la partita e veder finalmente riaprire lo stadio al pubblico?

“La questione è nella mani del proponente. Se il presidente Lotito fa sul serio, l’iter autorizzativo per arrivare all’approvazione di un progetto di partenariato pubblico-privato è relativamente veloce. Tutto sta nella bontà del progetto e nella reale volontà della società”.

Avete incontrato Lotito, un’idea ve la sarete fatta.

“Per il momento si è detto disponibile. Ma contano i fatti, quindi staremo a vedere”.

L’abbandono del Flaminio è una ferita per Roma. Questa volta l’amministrazione comunale riuscirà a guarirla?

“Una cosa è certa. Non possiamo permetterci gli errori del passato. Il Flaminio deve essere riconsegnato alla cittadinanza. Se la Lazio non troverà la giusta via, individueremo sicuramente una valida alternativa”.

La prima a farsi avanti era stata la Roma Nuoto.

“La conferenza dei servizi si è chiusa negativamente. La giunta non si è mai espressa perché il progetto era stato bocciato in partenza dagli uffici tecnici”.

Resta il nodo dei vincoli. Possono essere un problema per la Lazio?

“Dipende dal progetto, I vincoli sono presenti, è veri. Ma se la Lazio vuole presentare un piano che esalti la vocazione sportiva del Flaminio piuttosto che quella commerciale, credo che tutte le istituzioni chiamate a dare un parere saranno ben liete di contribuire alla rinascita dello stadio. Con la Soprintendenza c’è completa collaborazione nell’interesse della città”.

Claudio Lotito è in piena campagna elettorale. C’è una parte della stessa tifoseria laziale che sospetta che il suo interesse per il Flaminio possa essere limitato a questa fase ed essere quindi solo una mossa per apparire ora che ha necessità di visibilità.

“Mi auguro sinceramente di no per la Lazio. Diventerebbe una questione di credibilità in questo quadrante c’è un’opportunità unica sia dal punto di vista dello sviluppo urbanistico che sportivo. Sta a Lotito dimostrare di voler andare fino in fondo. Il Comune sta già facendo la sua parte”.

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