Stadio: Roma-Eni prima firma accordo, giallorossi verso il Gazometro

Le due aziende siglano un accordo di riservatezza per proteggere la trattativa.

Il nuovo stadio della Roma potrebbe sorgere nell’area dei terreni degli ex Mercati generali, ma pure quelli all’ombra del gazometro. La novità sta nel non disclosure agreement che il club giallorosso ed Eni, titolare del fazzoletto vista Tevere, hanno firmato negli ultimi giorni. Traduzione: entrambe le parti si impegnano a non diffondere ulteriori informazioni sui prossimi passi. Non sull’eventuale design della nuova casa dei romanisti, nemmeno sulle bonifiche del terreno necessarie per gettare le basi del progetto.

Massima riservatezza. Ma il segnale è chiaro: la Roma è interessata all’area. Lo scrive ‘’La repubblica’’ aggiungendo che dopo i primi sopralluoghi, ormai risalenti a diversi mesi fa, vuole studiare a fondo l’ipotesi che più la riporterebbe vicino a Testaccio, cuore giallorosso. Magari integrando il suo progetto a Road, il piano di Eni per portare nella capitale un nuovo distretto dell’innovazione. Startup, green economy e pallone.

Al via la trattativa con l’azienda petrolifera Dan e Ryan Friedkin, presidenti americani  della Roma, ingaggiano Lucia Bernabé. Un sogno. Poi c’è la realtà. I Friedkin hanno ormai preso confidenza con Roma, hanno imparato a conoscere la sua macchina burocratica. Ogni scelta verrà presa in accordo con il Campidoglio, senza strappi. Certo è che chi si è soltanto azzardato a proporre location che avrebbero portato lo stadio di nuovo oltre il Grande raccordo anulare negli ultimi mesi ha passato un brutto quarto d’ora: «Il prossimo che ci parla di Tor Vergata fa una brutta fine».

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