Stadio Roma, Raggi: “Chi ha sbagliato pagherà”

"Aspettiamo le carte", ha detto il sindaco di Roma. Intanto il Codacons chiede il blocco del progetto. Ancora in corso da parte dei carabinieri perquisizioni in via Emilia 88, dove ha sede la società del costruttore Luca Parnasi. 

Il progetto Stadio della As Roma va avanti? “Se è tutto regolare, spero di sì. Chi ha sbagliato pagherà, noi stiamo dalla parte della legalità”.
Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi interpellata sugli arresti per corruzione inerenti alla vicenda Stadio della Roma, al suo arrivo presso la Stampa estera.

“Adesso aspettiamo di leggere le carte – ha concluso – Sappiamo che alle 12:00 c’è una conferenza stampa alla procura al momento non esprimiamo nessun giudizio”.

Intanto sono ancora in corso da parte dei carabinieri perquisizioni in via Emilia 88, dove ha sede la società del costruttore Luca Parnasi.

Il Codacons chiede il blocco del progetto.

“Lo Stadio della Roma non potrà essere realizzato, almeno per il momento, e la Procura deve disporre il blocco immediato dell’intero progetto. A chiederlo il Codacons, che si costituisce oggi stesso parte offesa nell’inchiesta della magistratura che ha portato alla luce gravi episodi di corruzione e associazione a delinquere nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio. Di fronte alla gravità dei fatti contestati dalla Procura è evidente che lo Stadio della Roma deve essere bloccato immediatamente, allo scopo di evitare ulteriori danni alla collettività e la prosecuzione dei reati – spiega Codacons – In tal senso, in qualità di parte offesa rappresentativa degli utenti e di associazione ambientalista, presenteremo istanza urgente alla Procura chiedendo il sequestro di tutti gli atti amministrativi relativi allo Stadio, e la sospensione dell’iter per la realizzazione del progetto di Tor di Valle. I nostri timori circa lo Stadio della Roma, purtroppo, hanno trovato riscontro, a dimostrazione che l’opera non può essere realizzata senza ripercussioni negative per la collettività – conclude l’associazione”. Così in una nota il Codacons.

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