Startup: giovani e imprese romane a confronto per formazione sullo sviluppo sostenibile

L'università Campus Bio-Medico di Roma che da domani fino al 10 settembre promuove la terza edizione del bootcamp che unisce imprese e giovani su digitale e intelligenza artificiale, economia circolare.

Formare i giovani in 300 startup nel Lazio a partire dai problemi e dalle esigenze reali delle aziende. Inserirli nel mondo del lavoro usando una didattica che rivoluziona i metodi tradizionali e punta su digitale, intelligenza artificiale, economia circolare e sviluppo sostenibile. Sono le sfide lanciate dall’università Campus Bio-Medico di Roma che da domani fino al 10 settembre saranno protagonisti della terza edizione del ok bootcomp organizzato dal polo di ricerca di via Alvaro del Portillo.

Sono 20 ore di lezione e 40 laboratori che forniranno ai partecipanti le competenze necessarie a risolvere casi di studio. La maggior parte degli spunti arrivano dalla Capitale. Come quello di Acea, la multiutility di acqua e elettricità che in città conta 1.500 dipendenti.

«Chiederemo a ragazze e ragazzi di pensare una piattaforma per il monitoraggio dei consumi domestici che aiuti il cittadino a evitare gli sprechi – svela a ‘’Il Corriere della Sera’’ il capo del settore innovazione, Silvia Celani -. Cerchiamo soluzioni intelligenti e semplici, che non prevedano sensori, bensì applicazioni, microfoni, telecamere o assistenti vocali».

«Partiamo dai bisogni concreti delle imprese per colmare il divario tra università e mondo del lavoro – spiega la fondatrice del progetto, Claudia Peverini -. E lo facciamo puntando su una rete intemazionale e gruppi operanti da varie parti nel mondo attraverso la completa integrazione tra online e offline».

Le lezioni in lingua inglese saranno ospitate nel quartier generale della società d’investimento Marzotto venture accelerator, che oltre alla sede centrale di via Salandra dispone di altri due hub a piazza Indipendenza e all’Eur.

«Forniamo le più moderne tecnologie immersive con l’obiettivo di offrire ai nostri partner nuovi modelli di business e personale qualificato – fa notare il ceo, Roberto Guida -. Nei prossimi due anni intendiamo investire 20 milioni di euro in startup. Finora ne abbiamo potenziate 300, quasi tutte laziali. A quelle provenienti da altre regioni chiediamo di spostare la residenza amministrativa sul ter ritorio affinchè i fondi spesi si tramutino tutti in benefici per la popolazione locale».

Sempre alla casa è rivolta la proposta della tecnologica Ibm, che quest’anno ha spostato oltre mille lavoratori dal Torrino aFiumicino.

«Il numero di consumatori che prima di effettuare un acquisto verifica l’impatto del produttore sull’ambiente è aumentato del 22% in un anno – sostiene il consulente Andrea Boccotto -. Esorteremo gli iscritti a pensare un sistema per differenziare meglio i rifiuti: ogni Comune ha modalità di raccolta diverse. Ci aspettiamo un meccanismo premiante, magari con codici a barre».

Un’attenzione all’ecosistema condivisa con l’energivora Edison, che a Roma dispone di due uffici e 30 dipendenti. «Proporremo una riflessione sulla neutralità delle nuove invenzioni, spesso idealizzate e ideologizzate – aggiunge la responsabile alla sostenibilità Barbara Terenghi -. Al centro ci saranno le ricadute sociali della transizione ecologica, che rischia di pesare su quelle figure professionali ancora attive, ma rese obsolete dal progresso».

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