Suppletive: Pd sceglie sabato. Duello tra Fd’I-Lega

Salvini, il centro destra deve avere candidato unitario. Matone, pronta

Piazza del Campidoglio

Addio campo largo. Archiviata definitivamente la soluzione Conte, sarà il Pd romano, sabato pomeriggio, al termine di una riunione al Nazareno, a indicare il candidato alle prossime suppletive di Roma centro. Una strada indicata esplicitamente dal segretario Enrico Letta, che in questo modo ha elegantemente bocciato la soluzione indicata da Italia Viva, della ministra Elena Bonetti: “La scelta di Conte non cambia nulla nella prospettiva, mi sembrava che quel collegio meritasse una candidatura autorevole anche se fuori dalla logica del rapporto con il territorio. Ora – spiega Letta – il Pd romano farà le sue valutazioni e proporrà il nome migliore”. In serata il Nazareno insiste sul punto che la decisione finale sarà pertanto quella che viene dal territorio. Un segnale di distinzione – si ragiona in ambienti parlamentari – ove mai Italia Viva dovesse confermare la candidatura di Elena Bonetti. Sul nome ancora carte coperte, ma nelle settimane scorse i vertici dem hanno fatto trapelare la loro propensione per una candidatura al femminile, dopo tanti candidati uomini nelle ultime tornate amministrative.

Nel centrodestra, giochi invece ancora aperti: la coalizione si presenterà unita ma ancora non si sa con chi. Sino a oggi sembrava prevalere il principio di presentare nel collegio un esponente dello stesso partito che aveva corso in passato nella stessa realtà. Nel caso di Roma Uno, si sarebbe trattato di un candidato di Fratelli d’Italia. Tuttavia, un po’ a sorpresa, oggi si è fatta avanti Simonetta Matone, capogruppo della Lega in Campidoglio ed ex sostituto procuratore generale della Corte di Appello di Roma. “Non intendo deludere le aspettative di coloro che mi hanno votata per stare in Comune, ma nella vita mai dire mai. Non escludo, pertanto, una mia candidatura in Parlamento”, ha detto. Matteo Salvini , al termoine di una lunga asemblea con i deputati della Lega, ha comunque indicato la strada del candidato unitario del centrodestra. Forza Italia per ora sta alla finestra, ma chissà che alla fine non possa essere della partita, magari con un civico di area. Detto questo, il tempo stringe visto che si vota il 16 gennaio, quando l’attenzione del Paese sarà tutta sulla partita del Quirinale. E certamente numeri di affluenza molto bassi potrebbero riaprire i giochi. (di Marcello Campo per Ansa)

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