Trasporti a rischio nella Capitale per sciopero nel Tpl

Usb conferma 4 ore di stop per domani. Giovedì presidio in Piazza dell'Esquilino per vertenza. Il15 maggio si fermano gli aerei per 24 ore

(immagine di repertorio)

Sarà una settimana di disagi sia per il trasporto pubblico locale che per quello aereo.

Per domani l’Usb ha confermato quattro ore di sciopero nel Trasporto pubblico locale, con modalità diverse da regione a regione.

“La piattaforma di Usb Lavoro Privato – si legge in una nota – vuole rimettere al centro la qualità della mobilità cittadina e la qualità del lavoro; rendere possibile un servizio pubblico sicuro e dignitoso che risponda in modo efficiente alle reali esigenze dei territori in un contesto di lavoro sano e rispettoso degli operatori del settore. Intervenire e modificare la logica, assurda, per la quale si vogliono affrontare le complesse problematiche del Trasporto Pubblico Locale agendo esclusivamente sui costi e su quanto si possa risparmiare attraverso i tagli al servizio, aumentando sempre di più i carichi di lavoro senza porsi in modo costruttivo nei confronti delle reali esigenze del territorio né, tanto meno, delle condizioni di lavoro imposte”. “Intervenire e modificare – conclude – quell’ossessionante e vizioso criterio che, pur inneggiando al risparmio, vede bruciare fior di soldi pubblici attraverso appalti e subappalti ad aziende che offrono servizi di scarsa qualità e lavoro sottopagato (quando pagato) garantendosi però profumati profitti”.

Giovedì 13 maggio, inoltre, si terrà a Roma un presidio nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del trasporto pubblico locale” Ad organizzarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna “a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro degli autoferrotranvieri-internavigatori, scaduto da oltre tre anni e dello sciopero nazionale di 24 ore del prossimo 1° giugno”.

Secondo le organizzazioni sindacali “il tpl è un settore che necessita urgentemente di una riforma organica che dovrà intervenire sulle risorse e le regole di questo comparto. Infatti il mancato rinnovo del contratto, questione che si ripropone puntualmente ad ogni tornata, anche in piena pandemia, è la conseguenza di un sistema che non funziona”. “Il presidio – riferiscono infine le organizzazioni sindacali – si terrà a Roma, in Piazza dell’Esquilino, dalle 9.30 alle 13, di fronte alla sede nazionale di Anav, una delle tre associazioni datoriali che rappresentano le aziende del tpl”.

Dopo il primo effettuato lo scorso 23 aprile, il sindacato USB ha proclamato, inoltre, per il 15 maggio il secondo sciopero nazionale dell’intero settore del trasporto aereo, dei vettori e di tutti i settori aeroportuali.

L’agitazione del comparto, legata alla “rivendicazione di un intervento complessivo da parte del Governo attraverso un pacchetto di investimenti pubblici necessari – si legge nella nota dell’USB – per il rilancio di un settore chiave per la ripresa dei traffici turistici e commerciali da e per l’Italia”, e’ di 24 ore; mentre quella del gruppo Alitalia di 8 ore dalle 10.00 alle 18.00.”Le forti mobilitazioni che sono partite in Alitalia, in Airitaly e in Toscana Aeroporti sollevano il tema del profondo disagio legato alla grave e inaudita crisi che colpisce uno dei settori piu’ strategici per il Paese – si legge nel documento dell’Unione sindacale di base – che da anni segna tassi di crescita impressionanti ma che ha finora visto la progressiva distruzione delle condizioni di lavoro, dall”occupazione ai salari. E’ sempre piu’ evidente che dalla devastante crisi causata dal Covid si intende uscire esattamente come ci si e’ entrati: mantenendo inalterate i profitti e le rendite di posizione di gestioni aeroportuali, low cost e vettori full service stranieri ai danni del fattore lavoro.”

“Il DDL della riforma del trasporto aereo presentato nell’estate del 2018 e’ ben chiuso nei cassetti del Parlamento, mentre non si vede all’orizzonte alcun progetto per la riappropriazione della gestione dei flussi turistici e commerciali cosi’ importanti per l’Italia se non il rinnovo delle ricche concessioni agli aeroporti – scrive l’Usb nella nota che annuncia l’agitazione in programma il 15 maggio – Tutto questo sta portando inesorabilmente verso un modello di trasporto aereo nazionale di fatto colonizzato, frammentato e basato sulla low-costizzazione dei rapporti di lavoro.”

Alla base dello sciopero, secondo il sindacato autonomo, rimane la piattaforma articolata su 3 macrotemi gia’ pubblicata a novembre. “Un piano di emergenza che garantisca il lavoro e sostenga le aziende fino alla totale ripresa del traffico prevista entro il 2023; Un piano di investimenti pubblici a sostegno della ripresa, a partire dal vettore nazionale adeguato alle necessita’, alla soluzione delle crisi attuali e alla ricomposizione di lavorazioni pregiate come la manutenzione aerea – conclude la nota dell’USB – L’avvio delle riforme di sistema attese da anni, con al primo posto la tutela del lavoro e delle filiere produttive con regole uguali per tutti gli operatori. La situazione si sta deteriorando in modo impressionante e non c’e’ piu’ tempo da perdere se questo Paese vuole preservare un patrimonio professionale se non vuole lasciare un settore strategico nelle mani di interessi e rendite private e straniere”.

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