Turismo: allarme Federalberghi, grave impatto senza 1,8 mln russi

Lazio tra le regioni più colpite

E’ pesante l’impatto diretto della guerra in Ucraina sulle imprese turistico ricettive italiane. Lo ha affermato IL direttore generale di Federalberghi Alessandro Massimo Nucara, nel corso di un’audizione al Senato, ricordando che nel 2019 negli esercizi ricettivi italiani si sono registrati 1,8 milioni di arrivi dalla Russia, per 5,8 milioni di pernottamenti. Secondo le statistiche ufficiali, probabilmente sottostimate – ha aggiunto – la spesa dei turisti russi in Italia nel medesimo anno e’ stata nel complesso pari a quasi 984 milioni di euro.

Tra le regioni piu’ colpite, vi sono il Veneto, con oltre un milione di presenze di cittadini russi, la Lombardia, l’EmiliaRomagna e il Lazio con circa 730 mila presenze e la Toscana con 625 mila. La classifica delle province vede in cima Roma con 690 mila presenze, Rimini con 544 mila, Venezia con 524 mila, Milano con 430 mila.

“Il rischio che questi numeri, gia’ falcidiati dalla pandemia, rimangano strutturalmente depressi per un lungo periodo e’ molto concreto”, ha sottolineato Nucara. “Ma non sarebbe questa la sola conseguenza che la guerra potrebbe provocare sulla domanda di servizi turistici. E’ molto probabile che ne risentano anche i flussi provenienti da altri bacini. Le nostre imprese sanno bene quanto possano risultare dolorosi gli effetti degli avvisi per i viaggiatori (noti in gergo come “sconsigli di viaggio”) che vengono diramati dai Governi dei vari Stati. Per non parlare dei timori indotti dalla situazione di incertezza generalizzata, che generano un calo della fiducia dei consumatori e delle imprese. La spesa per i viaggi e le vacanze – ha concluso – e’ tra le prime a contrarsi. E, ovviamente, l’effetto tende a manifestarsi anche sulla domanda interna”.

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