Turismo: si sente la ripresa, ma permane incertezza per settembre

Gli arrivi dagli Usa e anche dai Paesi europei, sono cresciuti del 10-15% rispetto al 2020. Mancano ancora russi e cinesi Per Federalberghi il green pass inizia a dare i suoi frutti

La ripresa del settore dell’accoglienza, almeno nel centro storico, c’è e si vede: con i turisti di nuovo ai tavolini dei ristoranti, in fila per visitare i monumenti, a bordo degli autobus turistici panoramici. E non si tratta più soltanto di italiani: «Sono tornati anche gli americani», confermano ristoratori, esercenti, albergatori e guide turistiche capitoline.

«Il green pass inizia a dare i sui effetti – spiega a ‘’Il Corriere della Sera il vicepresidente vicario di Federalberghi, Giuseppe Roscioli – e le persone sentono di poter tornare a viaggiare in sicurezza. Certo, luglio e agosto non sono i mesi migliori per gli arrivi nelle città d’arte, ma possiamo dire che Roma ha registrato comunque una crescita di turisti di almeno il 10-15% rispetto allo scorso anno. E le prenotazioni per settembre e ottobre fanno ben sperare. Finalmente anche dagli Stati Uniti».

Ma la maggior parte viene dall’Europa: francesi, spagnoli, svizzeri e austriaci. «Preferiscono arrivare in auto o in treno, sono i più vicini a noi. E non solo geograficamente ma anche sul fronte dell’andamento della pandemia e del piano vaccini – aggiunge Roscioli – mentre mancano completamente russi, cinesi, sudamericani e i turisti dal sud est asiatico. Mi auguro che nei prossimi mesi il governo riconosca come validi per l’ingresso in Italia anche i vaccini che il nostro Paese non utilizza. Credo ci siano i presupposti scientifici e spero non si tratti di una questione di giochi politici. Il settore ne ha bisogno: nonostante i segnali positivi di questi giorni il fatturato dei primi sette mesi del 2021 rimane più basso di quello registrato nei soli primi tré mesi del 2020».

Le vacanze romane, per il momento, sono un privilegio soprattutto dei turisti «di lusso», americani compresi. «Il loro è stato un ritono cauto ma costante durante tutti mesi estivi – commenta Roberto Wirth, proprietario e generai manager dell’hotel Hassler – tanto da diventare i primi frequentatori del nostro albergo, oltre agli italiani, ai francesi, ai tedeschi e agli inglesi. Tutti di fascia alta e con un buon potere di spesa».

Wirth però non azzarda previsioni: «Per settembre e ottobre troviamo invece un pò di esitazione: molte richieste ma poche prenotazioni. Un po’ di movimento in autunno ci sarà per il G20, con le delegazioni straniere. Ma tutti gli altri sono in attesa, ancora non è chiaro che situazione ci sarà».

Intanto si tira un respiro di sollievo all’ingresso dei musei e dei monumenti più amati: ieri pomeriggio si contavano almeno trecento persone in coda per entrare al Pantheon.

«Un po’ per via dei controlli sul green pass e per il numero contingentato dei visitatori ammessi – spiega Jessica Donato, storica dell’arte e guida turistica dell’agenzia Imago Artis – ma la ripresa del turismo culturale in città è tangibile. L’Italia poi, all’estero si è guadagnata l’immagine di una nazione capace di affrontare la pandemia con risolutezza. Qui europei e americani si sentono sicuri, sanno che gli italiani si stanno vaccinando e hanno voglia di tornare ad ammirare il nostro patrimonio»

Regalando anche qualche bella sorpresa: «Non solo Colosseo e Vaticano. Quest’estate, per la prima volta da anni, tutti vogliono visitare i Musei Capitolini. Chi arriva vuole innamorarsi profondamente di Roma».

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