Tutela del territorio e dell’identità, approvato il piano paesistico del Lazio

Per la giunta Zingaretti si tratta di un "grande risultato". Dure critiche da Fdi

Un piano paesistico per la tutela del territorio del Lazio, che preservi l’ambiente e anche l’identità del paesaggio della Regione. È questa la ‘mission’ del Piano Territoriale Paesistico Regionale del Lazio, approvato dalla Pisana. Il Ptpr è uno strumento urbanistico di pianificazione attraverso cui, nel Lazio, la Pubblica Amministrazione disciplina le modalità di governo del paesaggio, indicando le relative azioni volte alla conservazione e alla valorizzazione del territorio. Un piano quello approvato di cui di la giunta di Nicola Zingaretti va molto fiera.

“Con l’approvazione del nuovo Ptpr – ha detto all’Ansa, Massimiliano Valeriani, assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Marco Cacciatore, consigliere regionale di Europa Verde e Presidente della Commissione, Urbanistica, Politiche abitative e Rifiuti della Regione Lazio – abbiamo raggiunto un grande traguardo. Sono stati superati i precedenti contrasti istituzionali attraverso la sottoscrizione di un accordo con il Ministero della Cultura, che ha permesso di contemperare le richieste ministeriali con le proposte dell’Amministrazione regionale: un positivo risultato che consentirà al Lazio di avere finalmente un efficace strumento di salvaguardia e pianificazione. Pertanto, i principi fondanti del nuovo Ptpr sono la semplificazione e la certezza delle norme per assicurare una maggiore trasparenza e una corretta gestione del territorio”.

È la seconda volta, in questa legislatura, che l’assemblea della Pisana licenzia la delibera consiliare che contiene lo strumento urbanistico di tutela del paesaggio. La prima era avvenuta nell’agosto del 2019 ma, quel Piano, dopo il ricorso del governo, non aveva superato l’esame della Corte costituzionale e la delibera era stata bocciata perché non rispecchiava i requisiti previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, il codice Urbani, secondo il quale il Ptpr deve essere elaborato con il procedimento della coopianificazione fra Regione e ministero della Cultura. A ricordare la complessità del lavoro fatto per l’approvazione del Piano è stato il consigliere del Pd Enrico Panunzi. Con l’approvazione del Ptpr “noi abbiamo fatto una scelta: ovvero di dare certezze ai cittadini del Lazio e a questo territorio . Abbiamo deciso – afferma – dove andare per poter innescare un meccanismo di confronto strutturale continuo e perenne con il Mic, vista la imprescindibile necessità della coopianificazione ai sensi del codice Urbani del 2004. In questi anni, devo dire, mi sono imbattuto in tante vicende normative e legislative ma credo che il Ptpr, tra queste, sia quella più complessa. Peccato che dal dibattito in consiglio, non sia emersa la complessità di questo strumento di pianificazione paesistica”, ha sottolineato Panunzi.

Le parole del consigliere dem sembrano quasi rispondere alle critiche fatte dalle opposizioni: “il Ptpr nasce male, dopo otto anni di mandato Zingaretti ha fatto approvare un Piano non condiviso. L’aula della Pisana non è mai stata coinvolta nel confronto Regione-Mibact, l’interlocuzione è avvenuta esclusivamente con la Giunta che tuttavia non è stata in grado di trovare un punto d’incontro con il Ministero”, ha detto il capogruppo di Fdi alla Pisana, Fabrizio Ghera. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, infatti, l’accordo scaturito tra la Regione e il Ministero “ha imposto al Consiglio Regionale di modificare la legislazione regionale alla disciplina del Ptpr approvato. Un’ulteriore umiliazione dell’Ente Regione, al quale è stata preclusa qualsiasi autonomia decisionale”. Le critiche delle opposizioni sono state quindi molto dure e, secondo Ghera, la Regione ha approvato un Piano Paesistico che “non ascolta le richieste dei Sindaci e sferra un durissimo colpo al tessuto imprenditoriale del Lazio” e che, in più, presenta “un’applicazione rigida e cavillosa dei vincoli che complicherà gli iter di approvazione dei piani urbanistici”.

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