VI Municipio: centrodestra in crisi, minisindaco Franco minaccia le dimissioni

Maggioranza in bilico. La scintilla che ha fatto scoppiare l'incendio la mancata nomina ad assessore, da parte del presidente Franco, dell'ex consigliere di Fdi Massimo Fonti, di area rampelliana

È la ridotta valtellinese del centrodestra, l’unico presidio azzurro in una carta geopolitica della Capitale che dopo il voto di ottobre è pressoché unicamente tinta di rosso. Eppure il Municipio VI a due mesi dalle elezioni è già sull’orlo di una crisi politica, con il presidente Nicola Franco (Fdi) che minaccia di dimettersi. Lo scrive ‘Il Tempo’ che ricostruisce le difficoltà che incontra il centrodestra.

Una crisi scoppiata per motivi tutti interni alla coalizione che ha vinto le elezioni e che sta mettendo in difficoltà in modo particolare Fratelli d’Italia. Il primo a lasciare il gruppo per sedere tra i banchi del “misto” era stato Stefano Pelone, in polemica per le nomine delle commissioni consiliari, seguito a stretto giro da Vanda Raco e Alessio Rotondo.

I due, martedì scorso, dopo alcune settimane passate nel gruppo misto, hanno ufficializzato il passaggio al partito di Salvini con un annuncio presso la sede romana del gruppo politico, alla presenza del leader Matteo Salvini, del deputato Claudio Durigon, dell’ex consigliere comunale Maurizio Politi, Angelo Valeriani e altri responsabili di partito.

“Non ci riconosciamo più – avevano spiegato – nel progetto politico di lealtà, militanza e coerenza a cui abbiamo aderito al momento della nostra candidatura”. Un vero è proprio tsunami, provocato dalla profonda spaccatura che divide l’area che fa riferimento al vice presidente della Camera Fabio Rampelli e quella meloniana del partito.

La scintilla che ha fatto scoppiare l’incendio sembra sia stata la mancata nomina ad assessore, da parte del presidente Franco, dell’ex consigliere di Fdi Massimo Fonti, di area rampelliana. Il patto sottoscritto prima delle elezioni, infatti, prevedeva che Fonti avrebbe rinunciato alla candidatura, in cambio della rassicurazione di un posto nella giunta che governa il municipio delle Torri.

Un patto che però il presidente Franco non avrebbe rispettato, scatenando le ire dell’ex consigliere. Fonti però non si è limitato al post, ha fatto armi e bagagli ed è passato alla Lega trascinando con sé anche Raco e Rotondo che lo hanno seguito anche grazie all’opera dell’ex presidente del municipio Massimiliano Lorenzott¡ e dei leghisti Cinzia Bonfrisco, Angelo Valeriani, Daniele Giannini e Maurizio Politi.

Anche se i due consiglieri rimasti nell’alveo del centrodestra, la maggioranza si regge per il rotto della cuffia. Fdi è rimasta con soli tre consiglieri e solo il voto in Consiglio del presidente Franco garantisce i numeri per approvare i provvedimenti. Furente per la situazione Fabio Rampelli, che ha perso i “suoi” consiglieri in municipio, mentre il presidente Franco, esasperato dalle polemiche, ha la lettera di dimissioni pronta nel cassetto.

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