Ziantoni accusa: “In Regione temono il Raggi bis per questo lasciano la spazzatura in strada”

L'assessora comunale ai Rifiuti: "Tengono in ostaggio Roma e i suoi cittadini"

L’assessora ai Rifiuti di Roma, Katia Ziantoni, con un post su Facebook sottolinea che nell’ambito della gestione dei rifiuti di Roma Virginia Raggi come sindaca di Città metropolitana è pronta a un’ordinanza straordinaria per la riapertura della discarica di Albano Laziale a causa dell’inerzia della Regione Lazio e che tale inerzia è dovuta a un timore per una nuova vittoria di Raggi nella corsa al Campidoglio alle elezioni amministrative.

“Hanno paura che Virginia Raggi vinca di nuovo. E per questo stanno volutamente lasciando i rifiuti in strada, tenendo in ostaggio Roma e i suoi cittadini – scrive Ziantoni -. Dopo gli arresti della ex dirigente regionale del ciclo dei rifiuti, il sistema regionale, già precario, è andato in crisi e a pagarne le spese sono la Capitale e i suoi cittadini. Già nel tavolo tecnico di oggi avevamo fatto presente al Prefetto che la ridotta capacità di trattamento degli impianti è legata all’assenza di sbocchi nelle discariche laziali e alle difficoltà tecniche ed economiche di avviare accordi fuori Regione. Le ipotesi di Roccasecca ed Albano, infatti erano già al vaglio degli enti convocati presso il ministero della Transizione ecologica. La stessa discarica di Civitavecchia esaurirà le volumetrie residue nel mese di agosto. Così un piano regionale dei rifiuti basato sullo smaltimento in discarica rimane con un solo impianto in tutta la Regione, quello di Viterbo. Virginia Raggi, come sindaca della Città metropolitana interviene ora per l’inerzia della Regione Lazio e per l’inadeguatezza del suo piano dei rifiuti. Ricordiamo a Valeriani che nessuna Provincia è autonoma – conclude Ziantoni -, così come non è autonomo alcun Comune. Il suo piano regionale, tra l’altro, prevedeva 36 mesi dall’adozione, avvenuta ad agosto del 2020, per raggiungere l’autosufficienza degli Ato, ovvero degli ambiti provinciali. Ma questi organismi, dopo più di 20 anni, non sono mai stati neppure previsti”.

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