Oltre 200 mila pratiche di condono edilizio, sit in al Campidoglio

Ingegneri e geometri domani manifestano davanti al Comune: “Si stanno negando importanti diritti ai cittadini, non liberi di vendere le proprie abitazioni, e alle categorie produttive”

(Immagine di repertorio)

L’ufficio del Condono è in tilt, bloccato da anni, e allora domani centinaia di professionisti e cittadini si mobiliteranno dalle 9,30 in piazza del Campidoglio per la manifestazione “Uffici Immobili. La tua casa trac(r)olla”. 

La manifestazione è stata indetta dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e dal Collegio Provinciale dei Geometri di Roma, per denunciare l’immobilismo dell’Amministrazione Capitolina su tre tematiche che stanno bloccando l’intero comparto Immobiliare: Affrancazione, Condono, Archivio Progetti.

Hanno aderito all’evento: Noi Professionisti, Confedertecnica, OICE Lazio, FIAIP, Nuove Periferie X Municipio, Consorzio Periferie Romane e Coordinamento Consorzi autorecupero, FIMAA Roma, Associazione Custodi Giudiziari e Delegati alle Vendite, Consorzio Laziale Costruttori, ANTEL,Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Roma.

I professionisti denunciano una situazione ormai inaccettabile: 200 mila pratiche di condono edilizio, accumulate dal 1985, e 3000 istanze di affrancazione da evadere; impossibilità di accesso sia all’archivio progetti sia all’archivio condono. Si stanno negando importanti diritti ai cittadini, non liberi di vendere le proprie abitazioni, e alle categorie produttive. Non si fa progredire l’economia e si impedisce il lavoro dei professionisti tecnici.

Paradossalmente i primi a beneficiare dello sblocco di queste “pratiche” sarebbero le disastrate casse del Comune di Roma. La definizione delle istanze di condono farebbe acquisire al Comune oltre 1 miliardo di euro. Ancor di più potrebbe fruttare l’affrancazione. Sono circa 250mila le case in edilizia sociale, costruite lungo il raccordo in base ai piani di zona, vendute a prezzi agevolati e con diritto di superficie fino a 99 anni. 

Chi vuole vendere la propria abitazione a prezzo di mercato, come prevede la legge, deve riscattarla, svincolandola dal prezzo calmierato di massima cessione, versando al Comune una somma che in media corrisponde a circa 30mila euro. Potenzialmente si potrebbero incassare oltre i 7miliardi. Inoltre, nonostante alcuni cittadini abbiano già versato le somme per lo svincolo, le loro domande risultano ferme, in quanto non si sa quando il Comune stipulerà la nuova convenzione per liberare gli immobili dal vincolo del prezzo di massima cessione.

“I professionisti manifestano” – afferma Carla Cappiello, Presidente Ordine degli Ingegneri di Roma- “perché, pur operando sempre nel rispetto delle regole, si riescono a relazionarsi costruttivamente con il Dipartimento di Programmazione ed Attuazione Urbanistica che è responsabile dello stato di stallo in cui versano migliaia di transazioni immobiliari, tutti gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, i lavori di recupero delle periferie, la rigenerazione urbana, le procedure di esecuzione immobiliare. E così non si può più andare avanti”.

“I professionisti manifestano perché non esistono più riferimenti con indicazioni univoche per orientare le istruttorie amministrative. E’ arrivato il momento di denunciare la completa destrutturazione dell’amministrazione, incapace di avvalersi delle sue professionalità interne, dotate di specifiche competenze”, afferma Bernadino Romito, Presidente del Collegio Provinciale dei Geometri di Roma.

Nonostante il Comune in questi giorni, a ridosso dell’evento, stia formulando alcune proposte, i professionisti chiedono concretezza e desiderano mettere a disposizione le proprie competenze, per trovare delle soluzioni comuni. 

Pertanto, nel pomeriggio del 24 presso il Tempio di Adriano, dalle ore 15, si svolgerà una tavola rotonda in cui si discuteranno.Sono stati invitati sia il Sindaco Virginia Raggi sia Luca Montuori, Assessore all’Urbanistica.

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