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La balla della chiusura della Roma-Giardinetti spiegata dal MIT

Il Ministero dei Trasporti risponde a Radiocolonna: nessun ultimatum, in corso verifiche

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2017-01-23 23/01/2017 ore 19:05

Ultimatum ad ATAC e probabile chiusura della ferrovia Roma-Giardinetti per questioni di sicurezza. E’ questa l’indiscrezione data nei giorni scorsi dal CorSera sul destino della linea che attraversa la Casilina. Un articolo che è partito dal presupposto che l’USTIF (Ufficio speciale trasporti e impianti fissi del ministero dei Trasporti) avesse stabilito un termine oltre il quale si sarebbe potuto procedere alla chiusura di una tratta che, negli anni d’oro, trasportava 30mila persone al giorno. Una notizia clamorosa, sconvolgente, accompagnata solo dal virgolettato di un sindacalista dei macchinisti.

Più tardi la notizia è stata smentita con vigore da una nota dell’ATAC che ha sconfessato indiscrezioni definite “pretestuose, diffamatorie e poco informate” che potrebbero configurare addirittura un “procurato allarme”.

 

Ma al di là della comprensibile smentita di ATAC, per quali ragioni la notizia di un’imminente chiusura della linea è una balla? Qual è la situazione attuale della Roma-Giardinetti in termini di sicurezza?

 

 

Lo abbiamo chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha spiegato a Radiocolonna lo stato dell’arte della Roma-Giardinetti.

 

 

Con il decreto del 5 agosto 2016 sono state trasferite le competenze in materia di sicurezza delle ferrovie regionali all’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF).

Come per le linee interconnesse, anche i gestori delle linee “isolate” come la Roma-Giardinetti dovranno elaborare il Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS). Questo documento dev’essere preparato e presentato entro 120 giorni dalla nota del 21 novembre scorso.

La stessa nota richiede che il SGS, certificato da un valutatore indipendente della sicurezza, sia adottato entro i 30 giorni successivi e trasmesso all’Ustif competente.

Non c’è alcun ultimatum ma solo scadenze – spiega il Ministero a Radiocolonna – termini ai quali i gestori devono attenersi e dai quali siamo, al momento, ancora abbastanza lontani”.

 

 

Falso allarme dunque, anche perché ATAC ha rispettato la scadenza per l’invio della documentazione che stabilirà i rischi della sicurezza ferroviaria. “Il SGS è stato presentato – conclude il MIT – ora non resta solo che attendere l’analisi e la valutazione”.

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Radiocolonna, Il Messaggero, Wired Italia. Tecnologia, politica e cronaca di Roma.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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