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Immigrati a Roma, nei Cie e Cara ce ne sono 1.100

Nessun rilievo particolare sulla struttura di Castelnuovo di Porto. A Ponte Galeria il Cie, pensato per le espulsioni, spesso è stato teatro di proteste da parte dei migranti

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di Alg | 2017-05-20 19/05/2017 ore 9:52
(ultimo aggiornamento il 20 Maggio 2017 alle ore 13:56)

immigrati

Tra richiedenti asilo e persone che potrebbero essere espulse a Roma ci sono circa 1.100 immigrati. Questi sono al Cara di Castelnuovo di Porto e al Cie di Ponte Galeria, rispettivamente 850 e 250.  Si tratta principalmente di nigeriani, pakistani e persone che arrivano dal Gambia. Quanto successo a Crotone-Isola Capo Rizzuto ha riacceso anche l’interesse sulle strutture romane.

Nei Cara per richiedenti asilo la gestione è affidata principalmente a cooperative, e dopo la vicenda di Mafia Capitale il controllo del ministero dell’Interno è piuttosto serrato. Smentite invece le voci che danno come possibile la nascita di nuovi centri di accoglienza in centro città.

A fine 2015, Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, diceva: ” A Castelnuovo di Porto abbiamo fatto un’ispezione perché erano state segnalate una serie di irregolarità. Nei giorni scorsi, durante l’ispezione, fatta tramite il Nucleo Anticorruzione della Guardia di finanza, che è andato sul luogo e ha fatto una verifica particolarmente approfondita, sono emerse vicende di irregolarità che ad oggi, a nostro modo di vedere, non integrano neanche reato. Si tratta delle irregolarità un po’ tipiche di queste strutture: un controllo molto difficile da effettuarsi sulle effettive presenze; una gestione su alcuni aspetti, che potevano riguardare ad esempio l’igiene, con qualche carenza”.

Ma Cantone comunque tranquillizzava su cosa avveniva a Castelnuovo di Porto. “Se dovessi dire che sono emerse irregolarità particolarmente clamorose non potrei farlo – diceva – La struttura, tutto sommato, tenuto conto anche del numero dei presenti, svolgeva discretamente il lavoro. Ci sono ovviamente dei profili che noi contesteremo anche sul piano dell’omesso controllo da parte delle stazioni appaltanti, perché siamo sempre al problema che dicevamo all’inizio ovvero con riferimento alla difficoltà di individuare chi sono i referenti dei soggetti che svolgono gli appalti”.

Sul Cie di Ponte Galeria, invece, nel passato si sono addensati molti dubbi. Diverse le proteste degli immigrati. I Cie sono stati accusati di essere dei centri di detenzione camuffati, in attesa che le persone che vi sono rinchiuse siano espulse.

La deputata del Pd Ileana Piazzoni scrive che “queste strutture nate per eseguire la detenzione amministrativa dei migranti privi di regolare permesso di soggiorno, in attesa della loro identificazione ed espulsione, non hanno prodotto altro se non la sistematica violazione della dignità umana e dei diritti fondamentali dei reclusi, privati della libertà personale anche in assenza di un qualsivoglia reato e per un arco temporale che oggi arriva a toccare i 18 mesi”.

E il governo non ha nessuna intenzione di smantellarlo. Anzi, il Cie di Ponte Galeria è nell’elenco delle 11 strutture che l’esecutivo vuole confermare nel quadro della nuova disciplina sulle espulsori. Si tratta dei Cpr, i Centro di permanenza per il rimpatrio.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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