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Sgombero migranti, Gabrielli: scontri si potevano evitare

Il capo della Polizia Franco Gabrielli, intervistato da Repubblica, non usa giri di parole: “La frase pronunciata in piazza è grave, avrà delle conseguenze”. Piazza Indipendenza presidiata, domani corteo a Roma

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di G.I. | 2017-08-25 25/08/2017 ore 10:31

Il capo della Polizia Franco Gabrielli, intervistato da Repubblica, non usa giri di parole: “La frase pronunciata in piazza è grave, avrà delle conseguenze. Abbiamo avviato le nostre procedure interne e non si faranno sconti. Questo deve essere chiaro. Ma ritengo altrettanto grave che l’idrante e le frasi improvvide pronunciate durate la carica diventino una foglia di fico, per coprire altre responsabilità, altrettanto gravi. E non della Polizia [..] Di chi ha consentito a un’umanità varia di vivere in condizioni sub-umane nel centro della capitale”.

E dunque che si arrivasse a quello che abbiamo visto oggi”, evidenzia Gabrielli.
“Due anni fa, da prefetto di Roma, insieme all’allora commissario straordinario Tronca avevamo stabilito una road map per trovare soluzioni alle occupazioni abusive. E questo perchè il tema delle occupazioni non si risolve con gli sgomberi ma trovando soluzioni alternative”, racconta Gabrielli. “Non ho più avuto contezza di cosa sia accaduto di quel lavoro fatto insieme a Tronca. Era previsto da un delibera un impegno di spesa di oltre 130 milioni per implementare quelle soluzioni alle occupazioni abusive. Qualcuno sa dirmi che fine ha fatto quel lavoro, e se e come sono stati impegnati quei fondi?”.

Durante lo sgombero dell’immobile in cui vivevano profughi in pieno centro a Roma un funzionario che guidava la celere ha gridato: “Devono sparire, peggio per loro. Se tirano qualcosa spaccategli un braccio”. Una frase pesante, che ha scatenato le polemiche del mondo politico e non solo.

Aperta un’inchiesta formale
“Nel contesto di un corretto comportamento delle forze dell’ordine impegnate ad effettuare lo sgombero di palazzo Curtatone, abusivamente occupato ed oggetto di un sequestro preventivo da parte dell’autorità giudiziaria”, la Questura di Roma “ha aperto una formale inchiesta dopo la visione dei filmati pubblicati su alcuni siti che riportano una frase di un operatore che invita ad usare metodi violenti in caso di lancio di sassi”. Lo fa sapere in una nota la Questura, spiegando che “nelle successive contro manifestazioni le unità impiegate in quel contesto non sono state ulteriormente utilizzate nel servizio di ordine pubblico”.

“Si è trattato di un’operazione di “cleaning”, di riportare l’ordine a piazza Indipendenza, di ristabilire le regole”. Il giorno dopo lo sgombero dei rifugiati eritrei ed etiopi accampati nei giardini dopo l’allontamento forzato dallo stabile di via Curtatone, la prefetta di Roma Paola Basilone, intervistata da Corriere della Sera e Avvenire, difende invece l’operazione, parlando di sgombero “perfettamente riuscito”. Ma aggiunge: “Adesso il Comune deve fare la sua parte e, insieme agli altri soggetti, assistere i rifugiati come è stato deciso. Ieri gli aggrediti, fino a prova contraria, sono stati i poliziotti. In quel gruppo di persone da allontanare dalla piazza ce n’erano una trentina che occupavano l’immobile ma che non aveva titoli per ottenere l’assistenza alloggiativa e sanitaria proposta alle altre settanta. E c’erano anche tanti altri soggetti infiltrati. Insomma non erano certo rifugiati. E comunque essere un rifugiato non autorizza a commettere reati. Quel palazzo era nella top list dei 15 palazzi da sgomberare. A Roma sono più di cento, mi fa una certa impressione perché a Torino, quando ero prefetto ce ne era uno solo”.

È stata riaperta al traffico, intanto, ma è ancora presidiata dalle forze dell’ordine, piazza Indipendenza, nel centro di Roma. E intanto domani è in programma nella Capitale un corteo dei movimenti di lotta della casa per protestare contro gli sgomberi. La manifestazione inizierà alle 16 e dovrebbe sfilare da piazza dell’Esquilino a piazza Madonna di Loreto, nel centro della città. Una protesta, a cui parteciperanno anche i rifugiati di via Curtatone, che cadrà a due giorni dallo sgombero di ieri in cui si sono registrati disordini, tensioni, lanci di sassi e bombole del gas contro le forze dell’ordine, idranti più volte aperti sui rifugiati, diversi feriti e contusi, e quattro migranti arrestati arrestati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale La procura indaga per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.

Unchr al Comune: “Trovare soluzioni”
L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) chiede, con una nota, “al Comune di Roma che vengano individuate con urgenza delle soluzioni per tutti coloro che sono stati allontanati da Piazza indipendenza e che ancora non hanno un posto dove dormire e che venga istituito un tavolo di concertazione permanente che preveda una sistematica consultazione con i rifugiati stessi”. All’interno del palazzo “abitavano rifugiati che sono in Italia da moltissimi anni, molti di loro residenti nel comune di Roma. Si tratta di persone in fuga da guerra e persecuzione, già vittime di terribili traumi. Famiglie con bambini iscritti nelle scuole di quartiere – ha sottolineato Stephan Jaquernet, delegato UNHCR per il Sud Europa – persone che hanno diritto ad un sostegno per avviare il loro percorso di integrazione in modo da raggiungere l’autonomia”, conclude.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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