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Forza Nuova ‘marcia su Roma’ contro lo ius soli. Polemiche

L’iniziativa è stata annunciata su Facebook per il prossimo 28 ottobre. “marcia va vietata, viola la Costituzione”, così Miccoli (Pd) e Pippo Civati chiedono al Viminale di impedire la manifestazione. Fermo no della Raggi

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di G.I. | 2017-09-7 6/09/2017 ore 12:14
(ultimo aggiornamento il 7 Settembre 2017 alle ore 7:46)

Forza Nuova marcia contro lo ius soli

Una data decisamente simbolica: il 28 ottobre. E’ questo il giorno scelto dai militanti di Forza Nuova per organizzare la “marcia dei patrioti”, un’iniziativa che non può non indirizzare la mente a quel 28 ottobre del 1922, quando 25mila camice nere del Partito Nazionale Fascista entrarono nella Capitale. La manifestazione portò alla conquista del potere da parte di Benito Mussolini.

Scopo dell’iniziativa indetta da Forza Nuova e annunciata sulla pagina Facebook della formazione neofascista, è quello di protestare “contro un governo illegittimo, per dire definitivamente no allo Ius Soli e per fermare violenze e stupri da parte degli immigrati che hanno preso d’assalto la nostra Patria”. Il post di Forza Nuova prosegue con un invito ai “compatrioti” a partecipare all’iniziativa e a contribuire con una donazione. Già in passato la destra aveva protestato contro lo ius soli.

E scoppiano le polemiche. “La #MarciaSuRoma non può e non deve ripetersi”. Così su Twitter il sindaco Virginio a Raggi. “Non si può tollerare l’ennesima provocazione da parte dei fascisti di Forza Nuova nei confronti della Capitale e della storia d’Italia. La manifestazione va impedita”. Così in una nota Marco Miccoli, deputato romano del Pd. “A Roma – aggiunge – da settimane assistiamo a quotidiane azioni squadriste da parte di sigle della galassia neofascista: ronde contro gli immigrati, minacce a parroci di periferia, manifesti e scritte vergognose; in ultimo, come al Tiburtino III, episodi inventati ad arte per scatenare la rabbia dei cittadini contro gli immigrati. Il 28 ottobre rischia di trasformarsi in una giornata tragica, oltre che ad esser già un’offesa alla città delle Fosse Ardeatine, delle deportazioni nei campi di sterminio e delle nobili pagine della Resistenza che ci ha donato la Libertà. Per tutto questo chiederemo al ministro degli Interni di vietare il corteo annunciato da Forza Nuova”.

Quella marcia non può svolgersi, a meno che non si accetti, nel disinteresse complice e nella inammissibile equidistanza delle istituzioni preposte alla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, di violare la Costituzione, la legge Scelba e la legge Mancino”. Lo dichiarano il deputato e segretario di Possibile, Pippo Civati, e il parlamentare dello stesso partito, Andrea Maestri. “La XII disposizione finale, non transitoria, della Costituzione – ricordano – vieta la riorganizzazione “sotto qualsiasi forma” del disciolto partito fascista: Fn è il partito fascista contemporaneo per i contenuti della piattaforma politica e per i metodi. La legge Scelba specifica che si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista’. Sembra la fotografia di Forza Nuova”.

“Chiediamo – concludono Civati e Maestri – al ministro dell’Interno, anche attraverso Prefettura e Questura di Roma, di vietare la marcia e di avviare la procedura di scioglimento di Forza Nuova o, in altre parole, di assicurare il rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica. Le istituzioni non devono rispondere con timidezza all’onda neofascista”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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