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ATAC, i dipendenti che sbagliano vengono sanzionati?

I punti oscuri del Bilancio 2016: non nominato l’organo per valutare le sanzioni ai dipendenti

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2017-09-23 22/09/2017 ore 11:21
(ultimo aggiornamento il 23 Settembre 2017 alle ore 8:44)

Metropolitana

Nel 2016 Atac ha avviato ben 2.014 provvedimenti disciplinari. Numeri importanti che testimoniano come l’attività sul controllo del personale abbia individuato numerosi comportamenti illeciti. Tra questi, irregolarità classiche come le assenze ingiustificate, i ritardi in linea, l’inosservanza del turno lavorativo, gli incidenti e l’interruzione del servizio per guasti successivamente non riscontrati. Il fatto curioso è che su oltre duemila provvedimenti disciplinari solo 64 hanno toccato le retribuzioni del personale coinvolto, per la precisione 23 multe e 41 sospensioni sia dalla paga che dal servizio. In 8 casi è stato necessario provvedere al licenziamento dei dipendenti.

Ma in questa storia il fatto curioso è un altro: nel 2016 l’organo preposto a valutare le sanzioni da adottare nei confronti del personale – il Consiglio di Disciplina – non è stato nominato.

La fonte è il Bilancio Atac 2016, a pagina 25, consultabile su questo link. La questione è intricata e man mano che si va avanti, la lettura del bilancio si arricchisce di particolari interessanti. A un certo punto si legge che molti provvedimenti disciplinari sono stati annullati perché l’organo che ha dovuto valutare i casi in assenza del Consiglio di Disciplina – ovvero i Collegi di Conciliazione e Arbitrato – non aveva le conoscenze tecniche e specifiche per individuare e comminare la sanzione. Motivo per cui, prosegue la nota, “è stato, tuttavia, avviato un percorso finalizzato a conciliare il contenzioso in sede aziendale con conseguente riduzione dei costi per i Collegi.” Risultato finale: 2.014 provvedimenti disciplinari e 64 sanzioni.

“Quando c’ero io i sindacati non hanno nominato i loro rappresentanti al Consiglio di Disciplina, non so ora ma sono anni che lo fanno” confida a Radiocolonna Pietro Spirito, ex Direttore Operazioni Atac e autore di quel Trasportopoli che ha messo nudo i problemi della municipalizzata romana. Una cortina fumogena che l’azienda non riesce aggirare perché mancano gli strumenti legislativi. “Su questo fronte la legge non dà nessuno strumento coercitivo – conclude Spirito, ora a capo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – i dirigenti e i quadri, almeno quelli bravi, hanno il dente avvelenato per non poter esercitare il proprio ruolo”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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