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Atac resuscita i vecchi bus elettrici: ma ne vale davvero la pena?

Oltre 10 milioni di euro per rivitalizzare 60 bus elettrici. I dubbi di utenti e addetti ai lavori

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2018-04-16 16/04/2018 ore 13:00

Qualche giorno fa Atac ha pubblicato sul suo sito un bando per il revamping di 60 minibus elettrici in disuso. Si tratta di quei piccoli bus – di capienza ridotta – utilizzati per percorrere le vie del centro storico. Un esempio è il 117, che da San Giovanni in Laterano arrivava su Via del Corso, alle porte di Piazza del Popolo. Ora, al posto di quel capolinea, c’è una camionetta dell’Esercito che blocca la via dello shopping per evitare che si verifichino macabri remake terroristici.

La corsa all’elettrico è una prerogativa di molte città, ma la vera questione è un’altra: che tipo di corsa ha deciso di intraprendere Roma?

I numeri sono importanti e si prevede un esborso di quasi 11 milioni di euro per la rivitalizzazione di 60 minubus elettrici in disuso da anni. Tradotto: 180mila euro per piccoli bus che possono portare tra le 20 e le 30 persone.

Come osservato da Vaielettrico, in questi anni la tecnologia dei motori elettrici ha fatto passi da gigante soprattutto sul fronte delle batterie e bisognerà valutare l’interazione del ‘nuovo’ con il ‘vecchio’, soprattutto se lasciato da anni in uno stato di abbandono.

Diviso il mondo dei blog. “Il piano prevede, per un costo di circa 10 milioni, il revamping totale (sostituzione batterie, riparazione telai, riverniciatura) di tutti i 60 Gulliver U520 ESP, iniziando con un minimo di 25 bus – racconta Odissea Quotidiana – I Gulliver elettrici sono dotati infatti di 130 km di autonomia, cifra ben superiore a quella percorsa durante un turno del personale su queste linee. Tra le caratteristiche peculiari di questi mezzi si notano la capienza, pari a 30 passeggeri, di cui 10 seduti, la velocità massima di 33,3 km/h e il tempo di ricarica pari a 5 ore.”

Meno convinto Mercurio Viaggiatore, secondo il quale si tratterebbe di un bando “senza senso”. “Considerato che ad Atac mancano ogni giorno trecento autobus per svolgere il servizio, valeva la pena puntare prima di tutto sulla manutenzione di quelli diesel/metano – precisa Mercurio – di certo non sui minibus elettrici che costano di più e trasportano pochi passeggeri. Magari puntando sui tram.”

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Radiocolonna, Il Messaggero, Wired Italia. Tecnologia, politica e cronaca di Roma.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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