A D’Ambrosi il titolo di professore emerito di Tor Vergata

Per aver fondato 30 anni fa il Teatro Patologico. Domani spettacolo finale corso universitario di Teatro Integrato dell'Emozione per disabili psichici

Dario D'Ambrosi insieme al professor Siracusano e al rettore Novelli photo credit Fb Teatro patologico

A Dario D’Ambrosi, fondatore e animatore da circa 30 anni del Teatro Patologico, dedicato a mettere in contatto la malattia mentale col teatro attraverso seminari e spettacoli dai fini terapeutici e artistici, verrà conferito domani sera dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata il titolo di Professore Emerito Honoris Causa (Distinguished Professor) in occasione dello spettacolo nella sede del Teatro Patologico (alla 20:00  in via Cassia 472) intitolato ”Il Viaggio di Alice – Studio da Lewis Carroll”, atto finale del primo corso universitario di Teatro Integrato dell’Emozione per disabili psichici promosso da Tor Vergata, che si è appena concluso.

Gli spettacoli di D’Ambrosi, come si legge nella motivazione approvata dal Senato Accademico, ”tendono ad indagare la follia, quella vera dei malati, al fine di ridare dignità al matto” e il Rettore Novelli sottolinea: ”abbiamo abbracciato sin dall’inizio il sogno di Dario D’Ambrosi perché corrispondeva esattamente alla nostra visione di un Ateneo aperto e inclusivo, che valorizza le differenze, e che forma persone per le persone”.

Lo spettacolo, con la regia di Riccardo Ballerini e Francesco Giuffrè, è un lavoro itinerante che porterà il pubblico a scoprire alcuni quadri di Alice nel Paese delle Meraviglie seguendo il viaggio introspettivo, onirico e fantastico che la giovane deve compiere per affrontare il mondo e le sue difficoltà. Ai presenti, sarà come sempre chiesta. spiegano i registi, ”complicità nel partecipare ad un evento che vedrà tutti gli spazi interni ed esterni del teatro Patologico trasformati in palcoscenico, e gli astanti coinvolti dagli attori e dagli operatori, invitati ad aprirsi allo stupore e alla meraviglia. La Meraviglia è l’emozione chiave di questo lavoro, quell’emozione che guida la protagonista verso una continua scoperta di sé stessa, che la porta da un mondo all’altro e sembra permetterle di uscire cambiata ogni volta, ma sana e salva, da quel sogno che spesso la mette a dura prova”.

D’Ambrosi è reduce dall’aver partecipato recentemente a una delle tante conferenze tenute dalla Missione Permanente italiana all’Onu, in collaborazione con le missioni di Slovacchia, Bielorussia e la Repubblica Dominicana, intitolata ”Assicurare l’inclusione delle persone con disabilità in un mondo che cambia: il ruolo dello sport e della cultura”.

L’attore e regista, dopo aver denunciato la condizione di molti ospedali psichiatrici nel mondo, ha chiesto di chiudere i manicomi in tutti quei Paesi in cui le persone con disabilità psichiche sono tenuti in letti di contenzione, o costretti in camicie di forza. Infine ha elogiato il governo italiano e le modifiche apportate alle legislazioni nel corso degli anni per venire incontro alle persone afflitte da disturbi mentali.

Ha citato la legge 180, approvata nel 1978, nota come Legge Basaglia, riforma che ha facilitato la strada alla legislazione psichiatrica moderna in quanto pone fine a strutture come i manicomi, optando per una soluzione più umanitaria. Come sostiene sempre D’Ambrosi, i suoi millesettecento studenti sono in grado di ”condurre una vita più serena grazie alla passione per il teatro, un netto miglioramento rispetto all’essere rinchiusi in un ospedale psichiatrico”. (Paolo Petroni Ansa)

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