Sarà una provocazione o un’idea geniale, un esperimento o un vero e proprio provvedimento pensato per tutelare il fragile cuore rinascimentale del capoluogo toscano, ma quella del sindaco di Firenze, Dario Nardella, di bagnare i sagrati delle chiese o i marciapiedi in vie ‘sensibili’ del centro contro i bivacchi dei turisti è stata una trovata che ha lasciato in molti senza parole. Soprattutto i migliaia di turisti che oggi hanno visto in funzione la ‘lancia’ d’acqua di Alia, spinta da un’idropulitrice, che ha infradiciato i gradini del sagrato di Santa Croce e altre zone affollate del centro.
“Siamo al lavoro su altre misure – ha detto il sindaco -, per esempio, replicare il cordonato, molto elegante, che c’è davanti al sagrato della cattedrale di Santa Maria del Fiore, anche davanti ad altre chiese”.
Dell’ipotesi il sindaco ha spiegato di aver “già parlato con l’ufficio tecnico del Comune, e con alcuni storici dell’arte: ne dovremo parlare – ha aggiunto – con sovrintendenza e con responsabili delle cattedrali, ovviamente. Abbiamo una serie di frecce al nostro arco e l’obiettivo è quello di far rispettare la bellezza della nostra città: non siamo contro i turisti a prescindere, siamo contro le persone che non rispettano Firenze”. Quanto all’innaffiamento dei sagrati che parte oggi, il sindaco ha detto che “in futuro verrà fatto anche con alcuni marciapiedi particolarmente affollati”, sempre da turisti che si mettono a sedere per terra.
“Dobbiamo evitare – ha sottolineato – il bivacco di avventori che mangiano, bevono, sporcano sui gradini delle nostre chiese, come se fossero al ristorante. Non sono ristoranti i sagrati delle nostre chiese, sono luoghi religiosi e culturali, da amare e rispettare. Non volendo essere duri, con le multe, allora usiamo una misura più gentile, ma crediamo altrettanto efficace. Vediamo se con il caldo funzionerà o meno. I luoghi dove mangiare ci sono: se uno compra un panino, lo mangia passeggiando e ammirando la bellezza di Firenze”.
E’ solo l’ultimo round di una battaglia per difendere l’unicità e il tessuto del centro di Firenze che Nardella sta combattendo senza tregua fin dal suo insediamento. E’ dello scorso anno il no dell’amministrazione all’apertura di un Mac Donald’s in piazza Duomo, davanti al Cupolone; più di recente ha fatto discutere il blocco totale per tre anni stabilito da Palazzo Vecchio all”apertura di nuovi alimentari e ristoranti con l’obiettivo di fermare ”il mangificio” nel cuore cittadino, misura tra l’altro portata davanti al Tar dai grandi supermercati.
Ed è degli ultimi giorni l’installazione di barriere antiscavalco sul ponte di Santa Trinità per impedire a turisti spericolati di sedersi sulle sporgenze a strapiombo sull’Arno (provvedimento però ignorato dai turisti stessi e giudicato insufficiente anche dallo stesso sindaco). Non è tutto. Nelle ultime settimane, Nardella ha annunciato l’intenzione di adottare svariate ulteriori misure per ”fare muro” contro l’abuso della città; tra queste, anche una norma ad hoc per punire duramente chi imbratta i monumenti come il Ponte Vecchio e costringere i graffitari improvvisati a pulire scritte e scarabocchi, ed una legge nazionale (da elaborare con il ministro del Mibact Dario Franceschini) per bloccare il proliferare dei risciò e delle macchine elettriche per turisti che già oggi ingorgano i centri storici.
E c’è chi propone questa soluzione anche per le altre città d’arte, tra cui anche Roma tempio dello ‘street food’, con un centro storico ‘affollato’ di punti di somministrazione di alimenti e bevande, tanti abusivi, e turisti poco educati spesso finiti sulle pagine dei giornali.