A Roma a rischio 5 mila imprese di ambulanti, protesta in piazza

La Cna: "Non manifestiamo ma no al commercio su aree pubbliche in Bolkstein"

E’ un universo variegato quello che oggi è sceso in piazza alle 11 contro la Bolkestein. Ambulanti e operatori balneari che in sostanza si oppongono alla liberalizzazione delle licenze. Pezzi di Confesercenti, di Confcommercio che si oppongono alle loro organizzazioni, sindacati come la Ugl, parte di Cisl, che cavalcano la protesta e partiti come M5S e salviniani che si accodano. Erano circa 3 mila coloro che hanno protestato a piazza della Repubblica.

 

 

Antonio Fainella di Cna precisa: “La nostra organizzazione non parte partecipa alla manifestazione. Però sosteniamo che il commercio sulle aree pubbliche e le spiagge non devono essere in Bolkstein. Occorre il rinvio dell’applicazione della Bolkestein. E comunque faccio notare che il comune di Roma non può garantire i procedimenti amministrativi, ci sono 20 mila pratiche da reintegrare, e 12 mila da affidare. Il rischio, serio, è che dall’8 maggio mattina il commercio ambulante diventi abusivo, visto che non ci potranno essere nuove assegnazioni”.

 

 

I mercati rionali in questi giorni sono pieni di manifesti di chi aderisce alla manifestazione, chiudendo il proprio banco per la giornata di oggi. Sia Confcommercio sia Confesercenti non si sono opposte alla Bolkstein, ma hanno preferito mediare col governo. Chi protesta invece vuole un posto certo per chi già opera. 

 

 

L’assessore allo Sviluppo Economico Adriano Meloni ha detto che “la direttiva europea sui servizi ci impone di mettere a bando tutte le concessioni per il commercio su area pubblica entro maggio-luglio 2017. I nostri uffici sono già al lavoro per risolvere una situazione difficile su cui scontiamo, è bene ricordarlo, un ritardo enorme ereditato da chi ci ha preceduto. Da settimane abbiamo avviato con i Municipi un’intensa collaborazione per pervenire nel più breve tempo possibile ad una ricognizione, un censimento della situazione esistente che ci permetterà di emanare i bandi nei tempi stabiliti”.

 

 

A Roma non è detto che chi è sull’area pubblica sia il titolare dell’autorizzazione, l’8 maggio scadono concessioni e il rischio è che vincano coloro che hanno preso la licenza in affitto. Tra l’altro un bel giro di denaro, perché in gioco ci sono 5 mila affitti di licenze, per i quali si dovrà  pagare 3.800 euro l’uno. (Alg)

 

 

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