Allarme vaccini, a Roma mancano le dosi

La preoccupazione di Alfredo Grò, pediatra e neonatologo al Corriere della Sera. E la Asl Rm1 telefona ai genitori: «Abbiamo finito le dosi per il meningococco B, non venite con i vostri figli»

Vaccini a Roma

Firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il decreto della ministra della Salute Beatrice Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini continua il suo percorso. E adesso toccherà alla Regione e alle Asl tradurre la teoria in pratica. “Fronteggiando per altro difficoltà come quella che da ieri si è presentata nella Asl Rm1: nell’ambulatorio di via Tripoli sono stati costretti a richiamare i genitori per annullare gli appuntamenti per mancanza di dosi”, scrive l’edizione romana del Corriere della Sera.

«Sarà difficile che tutto andrà a regime nell’arco dei tre mesi che ci separano dall’inizio del nuovo anno scolastico»: la previsione (preoccupante) è del pediatra e neonatologo con 37 anni di esperienza alle spalle, anche nel campo dei vaccini, Alfredo Grò, intervistato dal quotidiano. «Basta provare a prenotare in un qualsiasi centro della Capitale per capire cosa intendo. Ora danno appuntamento a novembre perché prima è tutto occupato. È ovvio che ci sarà un periodo di transizione. Infatti si parla di un’autocertificazione da parte dei genitori».

Oltre agli aspetti organizzativi il quotidiano si interroga anche  su quanto, da un punto di vista medico, sia corretto «bombardare» un bambino piccolo, in età da nido o scuola dell’infanzia (0-5 anni), con diversi vaccini nell’arco di pochi mesi”. «È molto meglio scaglionare le somministrazioni delle diverse dosi nel tempo». Dietro al decreto si nascondono poi aspetti che ai non addetti ai lavori sfuggono. «C’è un dettaglio fondamentale ma di cui si parla poco», prosegue Grò. «Ovvero la copertura economica. È ovvio che se si stabilisce un’obbligatorietà bisogna poi garantire la gratuità. E questo richiede una copertura di milioni di euro da parte di governo e Regioni. Questa legge rischia di essere un po’ una zappa sui piedi. Oltre alla spesa per i vaccini gratuiti bisogna anche pensare a ipotetici risarcimenti o assistenza sanitaria a vita per quel raro caso neurologico che si può manifestare come effetto collaterale».

Nel Lazio ora c’è un’emergenza morbillo, che peraltro corre a velocità superiore rispetto alle altre Regioni. Il ministero sostiene che questo ritorno sia da collegare a un calo dei vaccini. «È così, la copertura vaccinale è diminuita molto e se prima si verificavano casi di epidemie ogni 10 anni, con l’aumento della popolazione suscettibile si presentato più di frequente».

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