AMA, Marino “Se fallisce la nuova fase si privatizza”

Presentato nella sede aziendale il sistema di tracciamento dei veicoli dell’AMA

L’AMA si rinnova. Questa mattina nella sede direzionale dell’AMA è stato presentato il nuovo sistema per tracciare i veicoli che si occupano della raccolta dei rifiuti. Una svolta nell’efficientamento programmatico dell’azienda municipalizzata che consentirà di controllare la raccolta e localizzare i mezzi. Un modo per monitorare le inefficienze e criticità di un’azienda “per anni appaltata a Mafia Capitale in danno ai cittadini” ha affermato il Presidente Fortini, affiancato dal Sindaco Marino, dall’Assessore all’Ambiente e ai rifiuti Estella Marino e al direttore generale di AMA, l’ingegner Filippi. “Stiamo sistemando l’azienda a colpi di maglio – ha continuato Fortini – dopo l’approvazione in attivo del bilancio 2014 è ora di innovare, a partire da un monitoraggio che sarà dei mezzi, non delle persone”. In realtà il nuovo sistema di tracciamento ha come scopo anche quello di mettere in riga truppe di operatori che nella fase post-Panzironi hanno cercato di mettere in difficoltà l’azienda. Forze centrifughe presenti anche nelle gare per la fornitura di beni e servizi, “prima solo il 20% erano messe a bando e ora stiamo all’80%. Chi resiste al cambiamento soffrirà, ce ne faremo una ragione” ha concluso il Presidente. L’intervento di Ignazio Marino invece si è caratterizzato per il silenzio stampa verso l’affaire Nieri e per annunci sorprendenti sul futuro dell’AMA. Tra una citazione di Che Guevara – “studiare è importante. E noi lo stiamo facendo” –  e di De Gaulle, il primo cittadino s’è affrettato a segnalare una discontinuità nella gestione aziendale con l’era Alemanno, un punto segnato grazie al rinnovo del CDA e a politiche trasparenti. Poi l’annuncio a sorpresa: se questo piano di rinnovamento aziendale fallirà verrà presa in considerazione l’ipotesi di privatizzare l’AMA. “A Parigi il 60% è nelle mani pubbliche e il restante è dei privati – ha chiosato Marino – non vedo perché non si possa fare anche qui..” (G.D.S.)

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